I pm uruguayani passano al setaccio gli spostamenti dentro e fuori dal Paese di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani mentre in Italia le indagini della procura della Corte di Appello di Milano si concentrano sulle consulenze mediche. Le verifiche sugli elementi che hanno permesso l’ottenimento della grazia all’ex consigliera della Lombardia proseguono spedite mentre dal Quirinale arriva una nota che punta ad abbassare i toni mediatici sulla vicenda, in attesa che la magistratura termini le proprie indagini.
Non solo. Dal Colle viene confermato che non esistono tensioni con il ministero della Giustizia, con una strigliata indiretta ai magistrati, ribadendo le circostanze che hanno portato a nuovi accertamenti: “Quando giunge al Quirinale una domanda di grazia accompagnata da parere favorevole degli organi giudiziari competenti il presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia. In questo caso la domanda era accompagnata da un parere dell’autorità giudiziaria ampiamente e decisamente favorevole”, sottolineano fonti del Quirinale, che proseguono: “Successivamente sulla stampa sono state prospettate ricostruzioni di condizioni di fatto molto diverse da quelle rappresentante alla base della domanda di grazia e del parere che l’accompagnava.
Il Presidente ha dunque ritenuto necessario chiedere, d’intesa con il ministero della Giustizia, che gli organi giudiziari ne accertassero il fondamento. Adesso è doveroso – conclude la fonte – che si attenda con rispetto il sollecito svolgimento di queste verifiche da parte della magistratura”. Si tratta un chiaro segnale che indica il rifiuto di dietrologie torbide, in attesa che si faccia piena luce con la nuova inchiesta, di fronte alla quale alcune delle tesi giornalistiche si starebbero sgonfiando.
Da oltre tre giorni gli inquirenti sono al lavoro senza sosta. “È doveroso da magistrato controllare tutto. È la prima volta che mi accade una cosa del genere in 40 anni di lavoro e non mi va di pensare di essere stato preso in giro né mi voglio sentir dire di aver fatto provvedimenti lacunosi”, precisa il sostituto pg di Milano, Gaetano Brusa, che ha dato il parere positivo alla richiesta di grazia. Nelle prossime ore i carabinieri dovrebbero sentire i due specialisti, uno del San Raffaele e uno dell’ospedale di Padova, interpellati da Minetti per un parere sulla situazione di salute del figlio adottato.
Il sostituto pg non solo ha chiesto agli investigatori di raccogliere le testimonianze dei due dottori, ma sta valutando anche di disporre una eventuale consulenza. Si attendono anche i risultati del capitolo che riguarda gli ultimi anni di vita di Minetti, con verifiche ad ampio raggio nel paese sudamericano e a Ibiza. Dai primi nuovi accertamenti non risulta che Minetti o il suo compagno Giuseppe Cipriani, da una settimana entrambi rientrati in Uruguay, abbiano procedimenti penali aperti.
Ma su questo punto si sta indagando, così come sul profilo della personalità della ex consigliera regionale e sulle presunte feste che si sarebbero svolte in uno degli hotel del compagno. Anche la giustizia uruguayana si è messa in moto e avrebbe richiesto un esame approfondito dei registri di entrata e uscita del nucleo familiare dal Paese, dunque anche degli spostamenti con il piccolo. Nella sentenza di adozione del 15 febbraio 2023 emessa dal tribunale di Maldonado si legge che il minore “era stato abbandonato” e per questo è stata “accolta la domanda”, dichiarando il bambino “definitivamente separato dai genitori”, con “la decadenza della potestà genitoriale”.
Il bambino risulta “felice” e “non ha memoria alcuna sulla sua famiglia di origine”, la figura della Minetti “è il suo punto di riferimento”. Si tratta di elementi che gradualmente riemergono in attesa anche degli esiti delle ricerche sulla madre del bambino per sapere se sia davvero sparita dal 2020. Su questo fronte, la stampa uruguayana riferisce citando fonti della polizia che la donna sarebbe una pericolosa criminale: nel 2015 è stata processata per omicidio, reato per il quale ha scontato circa tre anni di carcere.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
