Le Borse europee si avviano verso una nuova seduta pesante, mentre si guarda agli sviluppi del conflitto in Medio Oriente dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran.
I future del Vecchio continente si muovono in calo, così come quelli di Wall Street. Gli investitori valutano gli impatti della chiusura dello stretto di Hormuz, con il gas e il petrolio che si preparano a nuovi rialzi.
Euro in calo questa mattina sui mercati valutari: la moneta unica europea è scambiata a 1,1669 dollari con una flessione dello 0,16% e a 183,4700 yen con una riduzione dello 0,27%.
Avvio in rialzo per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra i due titoli di Stato sale a 65 punti dai 64 della vigilia. Il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,40% dal 3,35% della chiusura di ieri.
L’Asia chiude pesante con la guerra in Medio Oriente
Borse asiatiche pesanti in chiusura di seduta, con l’indice Msci Asia Pacifico (-2,8%) che mette a segno il peggior calo in due giorni. Sotto i riflettori resta la guerra in Medio Oriente, dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran, e gli impatti sull’economia globale. La chiusura dello stretto di Hormuz provoca tensione su petrolio e gas. In profondo rosso Tokyo (-3,06%). Sui mercati valutari lo yen è tornato a deprezzarsi sul dollaro, a 157,20, ed è poco mosso sull’euro a 183,40. Crolla Seul (-7,2%). Pesanti anche Hong Kong (-1,1%), Shanghai (-1,4%), Shenzhen (-3,2%) e Mumbai (-1,2%).
L’indice sudcoreano Kospi chiude in negativo di oltre 7%
L’indice azionario di riferimento della Corea del Sud, il Kospi, ha chiuso in ribasso di oltre il 7% e il Nikkei giapponese di oltre il 3%. Gli investitori sono preoccupati per le turbolenze in Medio Oriente. Alla chiusura delle borse di Seul e Tokyo, il Kospi era in calo del 7,24% a 5.797,91 punti e il Nikkei 225 in ribasso del 3,06% a 56.279,05 punti. Il greggio Brent, nel frattempo, è salito del 2,34% a 79,56 dollari al barile.
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