Boom uomini di pietra in montagna, il vicepresidente dell’Öav: ‘Fanno male alla natura’

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    Per chi va in montagna gli uomini di pietra rappresentano inattesi e suggestivi incontri. Costruire queste piccole colonne di sassi è però diventata una moda. Su alcune vette ce ne sono ormai decine, se non centinaia. Il fenomeno è talmente diffuso che il club alpino austriaco Öav lancia l’allarme. Spostare le pietre può danneggiare l’ecosistema sensibile dell’alta montagna. “Sono belli, ma non devono diventare un fenomeno di massa come le monetine lanciate nella Fontana di Trevi”, conferma all’ANSA il presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella. In val Sarentino, in Alto Adige, una vetta si chiama addirittura così, “Uomini di pietra“. Sono innumerevoli e venivano menzionati già 500 anni fa nei verbali del processo in cui si accusava la contadina Barbara Pachler di stregoneria. Niente paura, non furono opere dell’occulto, ma furono costruiti dai pastori per orientarsi nella nebbia e a volte, forse, anche per noia. “La zona degli Uomini di pietra mi ha sempre affascinato”, confessa Zanella. “Sono particolari e tali devono restare, non devono diventare una moda, solo per scattarsi poi un selfie“, aggiunge il presidente del Cai Alto Adige. Zannella ricorda l’antica storia di queste costruzioni. “In alta montagna servono a tracciare i sentieri, se diventassero troppi potrebbero fare confusione”, è convinto. “Rispettiamo la storia e le usanze antiche senza deturparle”, è l’appello lanciato dal bolzanino.

    Anche in Austria il fenomeno sta però dilagando. Il biologo e ranger del parco naturale Karwendel, Sebastian Pilloni, avverte che “il materiale con il quale vengono fatti rappresenta un habitat importante per piante e animali di ogni tipo”, dice alla Tiroler Tageszeitung. Conferma Julia Seeber dell’università di Innsbruck. “Spostando il sasso sparisce l’habitat e questo per molto tempo”, spiega. Inoltre, senza i sassi, la poca terra presente in quota si secca e viene lavata via dalla pioggia. “In questo modo il microclima collassa, anche se riguarda solo una piccola superficie, gli effetti ci sono”, sottolinea la scienziata sul giornale. Per frenare il boom dei uomini di pietra il club alpino austriaco punta sulla sensibilizzazione e non sulla repressione. Secondo il vicepresidente dell’Öav, Markus Welzl, chi costruisce questi cumuli di pietre non agisce in malafede. “Probabilmente non sanno neanche che danneggiano la natura“, ribadisce. Multe non servono, l’unica strada resta quella dell’informazione e sensibilizzazione. Poi il fenomeno sparirà da solo, come è venuto, è convinto Welzl.

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