Punti chiave
IL PUNTO
Se “fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz”, l’Iran verrebbe colpito dagli Usa “venti volte più forte” di quanto fatto finora, ha scritto Trump su Truth aggiungendo che “è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz”. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario e che i colloqui con gli Usa non sono più all’ordine del giorno. I Pasdaran annunciano che saranno loro a stabilire quando finirà la guerra. Proseguono i raid sugli Emirati arabi. Attivate le difese aeree contro le minacce missilistiche e di droni iraniani. L’Australia dispiegherà in Medio Oriente un aereo da sorveglianza, missili aria-aria e personale di supporto.
11:01
Unhcr, oltre 100.000 nuovi sfollati in Libano in 24 ore
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10:22
Costa: “La libertà per gli iraniani non si ottiene con le bombe”
“L’Ue è al fianco del popolo iraniano. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare il proprio futuro. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe. Solo il diritto internazionale li tutela. Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale. Dobbiamo evitare un’ulteriore escalation. Un percorso del genere minaccia il Medio Oriente, l’Europa e oltre. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico”. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori dell’Ue.
10:07
Bloomberg, i Paesi del Golfo riducono la produzione giornaliera di petrolio
I Paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrive Bloomberg. L’Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500.000-800.000 barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l’Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione.
09:37
Netanyahu: ‘Stiamo spezzando le ossa all’Iran ma non abbiamo ancora finito’
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele sta “spezzando le ossa” al potere iraniano dall’inizio dell’offensiva condotta congiuntamente con gli Stati Uniti dal 28 febbraio, ma che “non ha ancora finito”. “Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro”, ha dichiarato Netanyahu durante una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute israeliano, ieri in tarda serata. “Non c’è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa – e non abbiamo ancora finito”, ha aggiunto.
09:10
La Turchia schiera i Patriot, ‘in consultazione con Nato’
La Turchia annuncia che un sistema di difesa aerea Patriot è in fase di preparazione per essere reso operativo nella parte orientale del Paese, nell’ambito degli sforzi coordinati con la Nato per aiutare a proteggere lo spazio aereo nazionale in un contesto di tensioni regionali. Lo riporta Anadolu. In una dichiarazione, il ministero della Difesa Nazionale ha affermato “alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sono state adottate le misure necessarie per garantire la sicurezza dei nostri confini e del nostro spazio aereo e siamo in consultazione con la Nato e i nostri alleati”.
09:06
Idf, nuovo attacco missilistico dall’Iran contro Israele
Dopo una pausa di 10 ore, l’Idf ha rilevato un nuovo attacco missilistico balistico dall’Iran contro il centro di Israele. Si prevede che le sirene suoneranno nel centro di Israele nei prossimi minuti. Lo riferiscono i media di Tel Aviv.
08:46
Idf, raid imminenti su Tiro e Sidone in Libano
L’Idf ha emesso un ordine di evacuazione per alcuni edifici nelle città costiere libanesi di Tiro e Sidone, in vista di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. “Le Idf colpiranno le infrastrutture militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah”, afferma il portavoce, il colonnello Avichay Adraee. I civili nella zona hanno ricevuto istruzioni di tenersi a una distanza di almeno 300 metri dagli edifici.
08:32
L’Idf ordina l’evacuazione urgente del Libano meridionale
L’Idf ha ordinato l’evacuazione urgente del Libano meridionale: il portavoce Avichay Adraee ha annunciato che Israele sta agendo “con la forza” contro Hezbollah a sud del fiume Litani. “Ribadiamo il nostro appello urgente affinché evacuiate immediatamente le vostre case e vi dirigiate immediatamente a nord del fiume Litani”, scrive su X.
08:24
L’ambasciata Usa a Beirut invita i connazionali a lasciare il Libano
L’ambasciata statunitense a Beirut esorta i suoi cittadini a trovare un “rifugio” se non intendono lasciare il Libano. Lo riferisce la Bbc. In un avviso di sicurezza emesso stamani, l’ambasciata afferma che i cittadini statunitensi “dovrebbero seriamente considerare” di lasciare il Paese con i voli della Middle East Airlines in partenza dall’aeroporto Rafic Hariri di Beirut, se ritengono che sia sicuro farlo.
08:12
Nuova ondata di attacchi dell’Iran nel Golfo, missili su base Usa in Iraq
L’Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato nelle prime ore del mattino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. Riad ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni. I Pasdaran hanno poi annunciato di aver “colpito” la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con “5 missili”.
06:24
Araghchi: ‘Avanti con gli attacchi finché sarà necessario’
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario, secondo quanto riporta Afp. Araghchi ha escluso i colloqui dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l’Iran finirà “molto presto”. Il ministro ha dichiarato all’emittente statunitense PBS News che il suo Paese è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all’ordine del giorno.
06:15
L’Australia manderà aerei e missili aria-aria nel Golfo
L’Australia dispiegherà in Medio Oriente un aereo da sorveglianza, missili aria-aria e personale di supporto dell’Australian Defence Force, rispondendo a una richiesta del presidente degli United Arab Emirates, Mohamed bin Zayed. Il primo ministro laburista Anthony Albanese lo ha definito “uno sforzo per aiutare a proteggere gli australiani nella regione sotto minaccia di attacco dall’Iran”. E ha ribadito che l’Australia non adotta azioni offensive contro l’Iran e non dispiegherà truppe sul terreno in eventuali offensive condotte degli Stati Uniti e da Israele.
06:10
Nuovo attacco dall’Iran verso gli Emirati arabi
Gli Emirati Arabi Uniti hanno dovuto affrontare un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani, nell’undicesimo giorno del conflitto in Medio Oriente, ha comunicato il ministero della Difesa, stando a quanto riporta Afp. “Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e di droni provenienti dall’Iran”, ha scritto il ministero su X.
01:56
Trump: ‘Iran colpito 20 volte più forte se fermasse flussi petrolio’
Se “fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz”, l’Iran verrebbe colpito dagli Usa “venti volte più forte” di quanto fatto finora. E’ il monito del presidente Donald Trump, in aggiunta a quello lanciato nel pomeriggio. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati “obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l’Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato”.
01:06
Il petrolio frena nell’after hours, Wti e Brent sotto i 90 dollari
Il petrolio frena ancora nell’after hours Usa: Wti e Brent cedono, rispettivamente, il 5,91% e il 9,27%, a 89,17 e a 89,79 dollari, sotto quota 90. Il presidente Usa Donald Trump ha anticipato di valutare l’allentamento delle sanzioni sul greggio russo dopo una telefonata con il presidente Vladimir Putin. Tra le ipotesi, anche lo svincolo di scorte di greggio d’emergenza, parte di un pacchetto di opzioni contro il balzo dei prezzi alimentato dalla guerra contro l’Iran. La Casa Bianca teme ripercussioni su imprese e consumatori Usa in vista delle elezioni di Midterm, quando è a rischio il controllo repubblicano del Congresso.
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