Il Mar Nero è stato teatro nelle ultime 24 ore di una battaglia fra Mosca e Kiev che ha visto colpite le principali città portuali: quella ucraina di Odessa, dove, secondo il presidente Volodymyr Zelensky, si registrano tre morti e 16 feriti; e quella russa di Novorossyisk, dove le autorità locali segnalano otto feriti e raid su un terminale petrolifero con l’obiettivo, secondo il ministero della Difesa, di interrompere il flusso di greggio proveniente dal Kazakhstan e diretto in Europa.
Contemporaneamente, nella regione ucraina orientale di Lugansk, controllata dai russi, 41 minatori sono rimasti intrappolati per molte ore in una miniera a Belorechenskaya a causa di una interruzione di corrente causata, secondo le autorità locali, da un attacco di un drone delle forze armate di Kiev compiuto domenica sera contro una sottostazione della rete elettrica. Soltanto nel pomeriggio di lunedì l’alimentazione dell’impianto è stata ripristinata e tutti i lavoratori sono stati riportati alla superficie. Si è intanto appreso che nello schianto di un aereo militare russo Antonov An-26 avvenuto il 31 marzo nella Crimea occupata, nel quale hanno perso la vita 23 passeggeri e sette membri dell’equipaggio, è morto anche il generale Aleksandr Otroshchenko, comandante del corpo aereo misto della Flotta del Nord. Ne ha dato notizia Andrei Chibis, governatore della regione di Murmansk, dove ha sede la flotta. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’aereo è precipitato nei pressi del villaggio di Kuibyshevoi per quello che, secondo i primi accertamenti, è stato un guasto tecnico. Riferendo dell’attacco della notte tra domenica e lunedì su Odessa, Zelensky ha detto che “migliaia di famiglie sono rimaste senza elettricità”. Il leader di Kiev ha aggiunto che tra le vittime c’è un bimbo di due anni, e tra i feriti “una donna incinta e due bambini”, di cui uno “non ha ancora compiuto un anno”. Zelensky ha anche riferito che, complessivamente, nella notte la Russia ha lanciato contro territori ucraini “oltre 140 droni d’attacco”.
Anche tra gli otto feriti nella città portuale russa di Novorossiysk vi sono due bambini, secondo il sindaco, che ha parlato di attacchi anche su sei condomini e due case singole. Mentre il ministero della Difesa ha parlato di raid su un terminale per il trasbordo sulle navi del petrolio in arrivo dal Kazakhstan attraverso l’oleodotto Caspian Pipeline, nella cui società di gestione vi sono anche compagnie petrolifere americane. L’obiettivo di Kiev, afferma il ministero russo, è quello di “destabilizzare il mercato globale degli idrocarburi e interrompere le forniture di prodotti petroliferi ai consumatori europei” in questa fase già drammatica per la chiusura dello Stretto di Hormuz. Secondo Mosca, “è stata danneggiata una banchina di carico e scarico e quattro serbatoi di prodotti petroliferi hanno preso fuoco”. I russi, infine, hanno recuperato e trainato in porto il relitto di una nave mercantile, la Volgo-Balt 138, che secondo le autorità filorusse della regione di Kherson è stata colpita da droni ucraini venerdì scorso nel Mar d’Azov mentre trasportava un carico di grano. A bordo sono stati trovati i corpi carbonizzati di due membri dell’equipaggio morti nell’incendio provocato dal raid. Salgono così a tre i morti nell’attacco, in cui ha perso la vita anche il primo ufficiale.
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