Ergastolo. É la pena chiesta per Sohaib Teima, il 24enne di Fermo accusato del femminicidio della sua ex fidanzata Auriane Laisne, di 22 anni, trovata morta il 5 aprile del 2024 all’interno dei ruderi della chiesetta di Equilivaz, sopra a La Salle, in Valle d’Aosta.
La richiesta è stata avanzata dal pubblico ministero Manlio D’Ambrosi al termine di una requisitoria durata circa 2 ore. Il processo è poi stato aggiornato al 25 marzo, quando prenderà la parola la difesa, la sentenza è attesa per l’8 aprile.
“Durante tutto il dibattimento è emerso senza ombra di dubbio che si è trattato di un femminicidio. La ragazza è prima stata stordita da una quantità sproporzionata di tranquillante, che non le ha permesso di riuscire a difendersi. Lei ha provato ad allontanare il suo aggressore, e lo dicono le ferite lievi alla mano, poi senza più forze il suo aggressore, ovvero Teima, l’ha colpita al collo.
La ragazza è morta per asfissia, semi incosciente, soffocata dal proprio sangue”, ha detto il pm Manlio D’Ambrosi. Il pm ha ricostruito tutte le fasi delle indagini che sono state svolte dai carabinieri: dal ritrovamento del corpo, al riconoscimento della ragazza, agli spostamenti di lui e di lei nei giorni precedenti al delitto. “La povera Auriane – ha proseguito- è stata maltrattata, umiliata, picchiata, vessata oltre che sequestrata e sottoposta a un controllo ossessivo da parte di Teima. Ha vissuto in uno stato di soggezione. Ne aveva paura. La giovane donna, in Francia, lo aveva denunciato per quattro volte per maltrattamenti. Nel dibattimento è emerso anche come la madre dell’imputato abbia mentito, mentito anche a questa Corte”. Infine, “il cellulare del ragazzo, la notte tra il 26 e il 27 marzo è lì, a Equillivaz, ma non di giorno ma la notte in cui ha compiuto il gesto efferato di spezzare una giovane vita”. Per l’accusa non ci sono dubbi che sia stato Teima a ucciderla. Il processo è poi stato aggiornato al 25 marzo, quando prenderà la parola la difesa, la sentenza è attesa per l’8 aprile.
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