Anarchici morti, verifiche sull’obiettivo dell’azione. Effettuate nella notte cinque perquisizioni

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    Effettuate nella notte cinque perquisizioni da parte della Digos di Roma nei confronti di appartamenti alla galassia anarchica, dopo la morte di Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone nel crollo del casale nel parco degli Acquedotti a Roma.

    Gli agenti hanno sequestrato vario materiale di area anarchica, ora al vaglio degli investigatori ma che non sarebbe attinente all’episodio. Ascoltate due persone riconducibili allo stesso contesto, che al momento non risulterebbero collegati all’azione che i due intendevano mettere in atto.

    Chi indaga è al lavoro sulla logistica, in particolare sul perché avevano scelto quel casale, e sull’eventuale filiera che ha fornito l’esplosivo. Dalla natura dell’ordigno che stavano costruendo potrebbero arrivare alcune risposte sul tipo di azione che Mercogliano e Ardizzone, intendevano mettere in atto. Le verifiche si concentreranno, in particolare, sul tipo di esplosivo usato per assemblare la bomba e capire quindi la portata. In particolare verrà stabilito se si tratta di una sostanza che si trova in commercio o di esplosivo utilizzato nelle cave. La presenza di chiodi, ritrovati durante i rilievi, farebbero ipotizzare a una sorta di ‘salto di qualità’ rispetto a un’azione dimostrativa.

    Si indaga in queste ore sulla rete anarchica, che conta appartenenti in diverse città italiane. Per gli inquirenti sono stati Mercogliano e Ardizzone a provocare l’esplosione mentre assemblavano un ordigno artigianale destinato a una prossima azione. Sotto la lente finisce ora la loro rete, per chiarire i contorni del piano e individuare quale fosse l’obiettivo dell’attentato.

    Tra le piste al vaglio che l’esplosivo potesse servire per un rilancio della campagna a favore di Alfredo Cospito o per nuove azioni lungo la rete ferroviaria, già colpita a febbraio da diversi sabotaggi di matrice anarchica alla linea ad Alta Velocità in occasione dei Giochi Olimpici di Milano Cortina. Ma non si sottovaluterebbe ad ampio raggio anche l’attenzione a strutture come i Cpr, il contesto geopolitico e degli armamenti come anche il tema antigovernativo, senza trascurare la vicinanza con il referendum, il tema tecnologico e della globalizzazione.

    E’ terminata al Viminale la riunione del Comitato di Analisi Strategica antiterrorismo (Casa) presieduta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. All’incontro hanno partecipato i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence. Secondo quanto si apprende, durante la riunione è stato fatto un punto sulla situazione e il livello di attenzione è massimo.

    Mercogliano sospettato di aver rubato il motorino usato nell’attentato a Roberto Adinolfi

    Nel passato di Alessandro Mercogliano c’è anche l’indagine sull’attentato al manager di Ansaldo Energia Roberto Adinolfi, gambizzato a Genova da Alfredo Cospito e Nicola Gai nel 2012. L’anarchico era stato sospettato di avere rubato e poi nascosto il motorino usato per l’aggressione.

    Gli investigatori della Digos, coordinati dai magistrati Silvio Franz e Nicola Piacente, avevano raccolto una serie di indizi a suo carico che però non erano risultati sufficienti. La sua posizione era stata così archiviata.

    Gli inquirenti avevano ricostruito, tramite l’analisi delle celle telefoniche, che i tre erano insieme a Torino prima dell’attentato. I cellulari erano stati spenti allo stesso orario e riaccesi, l’indomani all’alba, contemporaneamente a Bordighera dove Cospito viveva con la compagna. In quel lasso di tempo era stato rubato uno scooter a Serra Riccò, comune in provincia di Genova. Non era stato possibile riuscire attribuire il furto a Mercogliano che era stato così archiviato.

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