Allarme meningite nel sud dell’Inghilterra, i casi salgono a 15. Corsa per evitare che dilaghi

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    È salito a 15 il totale di casi di meningite acuta censiti a partire dal weekend nel sud dell’Inghilterra, nell’ambito di un focolaio che sta suscitando allarme nel Regno Unito ma che per ora resta circoscritto attorno a Canterbury, con contagi concentrati fra i giovani: dopo essersi propagati nel campus della University of Kent e in almeno tre scuole della zona. Lo ha riferito il ministro della Sanità, Wes Streeting, in un’informativa ad hoc sull’emergenza alla Camera dei Comuni.

    Nel novero dei 15 contagi sono inclusi quelli delle due vittime finora segnalate, uno studente universitario di 21 anni e una liceale di 18, stando alle ultime puntualizzazioni. Altri 13 fra ragazze e ragazzi sono invece ricoverati in ospedale.

    Streeting ha spiegato che quattro di questi casi – inizialmente attribuiti a un batterio di ceppo non identificato – sono stati confermati con certezza come riconducibili al cosiddetto ceppo MenB: temuta fonte di contagio contro la quale il Regno Unito ha introdotto vaccinazioni di routine su neonati e bambini piccoli dal 2015. I giovani colpiti nel Kent appartengono quindi nella generalità dei casi alla generazione pre-vaccino. Il ministro ha poi assicurato misure preventive per limitare i rischi di diffusione ulteriore dell’allerta nell’isola.

    La primate della Chiesa anglicana, Sarah Mullally , arcivescovo di Canterbury, storica città che si trova al centro del focolaio epidemico, ha fatto sapere da parte sua di “pregare per le famiglie” delle due vittime e per la guarigione dei contagiati.

    È lotta contro il tempo per evitare una diffusione a più ampio raggio del grave focolaio. L’allarme sui media resta intanto elevato, sullo sfondo del timore che l’infezione possa diffondersi ulteriormente nella zona e magari ramificarsi altrove nel Regno: propagata – in assenza di profilassi efficace – da studenti fuorisede che dovessero muoversi dal Kent in vista delle prossime vacanze di Pasqua.

    La UK Health Security Agency, organismo pubblico incaricato di sorvegliare la sicurezza sanitaria sull’isola, ha dal canto suo negato ritardi e sottovalutazioni, notando come i primi casi siano stati registrati sabato e domenica sia stata diramata l’allerta. “Abbiamo preso la situazione estremamente sul serio”, ha detto stamane alla Bbc una responsabile dell’agenzia, Gayatri Amirthalingam. Il focolaio, “per quanto gravi e devastanti ne siano stati gli effetti, rimane al momento circoscritto strettamente nell’area di Canterbury e nel Kent”, ha poi precisato, spiegando che il contagio per via aerea richiede “un contatto molto ravvicinato e prolungato o qualcosa di intimo come un bacio”. 
       

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