E’ in corso al Quirinale la tradizionale colazione di lavoro che precede le riunioni del Consiglio europeo a Bruxelles. Oltre al capo dello Stato Sergio Mattarella, per il governo sono presenti, tra gli altri, la premier Giorgia Meloni, i ministri Crosetto, Urso e Tajani, i sottosegretari Mantovano e Fazzolari.
Si sono nuovamente riuniti stamane, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario con la delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell’Intelligence. E’ stata l’occasione “per operare un aggiornamento sugli aspetti militari e di intelligence riguardanti la crisi nell’area del Golfo”.
In precedenza il ministro della Difesa aveva ribadito che “l’Italia non partecipa a questa guerra, nessuna nazione europea partecipa a questa guerra, non è una guerra nostra”.
“Abbiamo tutto l’interesse, tutto il mondo ha l’interesse che Hormuz – ha proseguito – non sia coinvolta all’interno di questa guerra, perché dallo Stretto di Hormuz passa oltre il 20% del gas e del petrolio che ogni giorno riforniscono tutto il resto del mondo, tutte le attività commerciali, la vita in tutto il resto del mondo. Serve un accordo internazionale perché questo avvenga. Noi come Italia saremmo molto lieti se ci fosse una missione che mette insieme tutto il mondo per garantire il passaggio dell’energia a Hormuz. Non è invece una cosa fattibile quella di mandare delle navi che potrebbero essere interpretate come navi che partecipano alla guerra e non ad un corridoio di pace. Il modo per crearlo è quello di partire magari da un’organizzazione al di sopra delle parti come le Nazioni Unite”.
Crosetto ha poi specificato che “la partecipazione a una missione sotto l’egida Onu, la cui decisione spetta al Parlamento, vorrebbe dire agire in una cornice di totale sicurezza”.
“La postura nei confronti della Russia non cambia nazionalmente. Se cambiasse dovrebbe essere una decisione europea e non mi pare che ci siano i requisiti perché cambi. Anche perché il problema adesso è il prezzo, più dell’approvvigionamento”, ha detto ancora a SkyTg24 Crosetto, per il quale “il tema nei confronti della Russia e del futuro rapporto rientra all’interno della costruzione della pace ucraina. Certo che le sanzioni imposte alla Russia e la possibilità di contrattare saranno prima o poi messe sul tavolo come sta facendo Putin ancora adesso, ma dal giorno dopo in cui risolveremo la crisi ucraina”.
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