Punti chiave
12:26
Aiea: “A Natanz non si registrano aumenti di radiazioni”
“L’Aiea è stata informata dall’Iran che il sito nucleare di Natanz è stato attaccato oggi. Non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito. L’Aiea sta esaminando la segnalazione”. Lo scrive l’Agenzia per l’energia atomica delle Nazioni Unite su X.
“Il direttore generale, Rafael Grossi, ribadisce l’appello alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare”.
11:10
Media iraniani: ‘Usa e Israele attaccano l’impianto nucleare di Natanz’
Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito l’impianto nucleare iraniano di Natanz, ha dichiarato l’organizzazione per l’energia atomica della Repubblica islamica. “A seguito dei criminali attacchi perpetrati dagli Stati Uniti e dal regime sionista usurpatore contro il nostro Paese, il complesso di arricchimento di Natanz è stato preso di mira questa mattina”, ha affermato l’organizzazione in una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa Tasnim, aggiungendo che “non è stata segnalata alcuna perdita di materiale radioattivo” nella zona dell’Iran centrale.
11:09
Teheran: “Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche”
“La stragrande maggioranza del popolo britannico non vuole avere nulla a che fare con la guerra di scelta intrapresa da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran. Ignorando il proprio popolo, il signor Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche permettendo che le basi del Regno Unito vengano utilizzate per l’aggressione contro l’Iran”. Lo ha scritto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi su X, aggiungendo: “L’Iran eserciterà il suo diritto all’autodifesa”. Le dichiarazioni di Araghchi giungono dopo che il premier britannico ha autorizzato gli Usa a usare basi britanniche per proteggere Hormuz.
11:08
‘L’Iraq blocca la produzione di petrolio in concessioni straniere’
L’Iraq ha dichiarato lo stato di forza maggiore su tutti i giacimenti petroliferi sviluppati da compagnie petrolifere straniere, ordinando la chiusura totale della produzione nelle aree di concessione interessate, senza alcun risarcimento previsto dai termini contrattuali. Lo scrive Reuters, citando tre funzionari del settore energetico. “La navigazione attraverso lo Stretto è stata gravemente compromessa da un’attività militare senza precedenti” recita una lettera del ministero del petrolio in una lettera datata 17 marzo e visionata da Reuters.
09:11
Teheran conferma l’attacco all’isola Diego Garcia, a 4mila km dall’Iran
Teheran conferma di aver lanciato due missili balistici contro la base congiunta anglo-americana sull’isola di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, a 3.810 chilometri dall’Iran: lo scrive Mehr. “Questo lancio rappresenta un passo significativo nel confronto con gli Stati Uniti”, sottolinea l’agenzia. Il fatto che l’Iran abbia preso di mira l’isola suggerisce che i suoi missili abbiano una gittata maggiore rispetto a quanto stimato. Il mese scorso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva affermato che Teheran aveva deliberatamente limitato la gittata dei propri missili a 2.000 km.
03:45
United Airlines taglia i voli, ‘il carburante schizzato per la guerra all’Iran’
La compagnia americana United Airlines ha annunciato una riduzione della propria capacità di volo a causa dell’impennata dei costi del carburante per la guerra contro l’Iran. Nelle ultime tre settimane, i prezzi del greggio sono schizzati a circa 100 dollari al barile e secondo Scott Kirby, amministratore delegato di United “il prezzo del petrolio raggiungerà i 175 dollari al barile e non scenderà a 100 dollari al barile prima della fine del 2027”. Se i prezzi dovessero mantenersi ai livelli attuali, il conto del carburante per United lieviterebbe di ulteriori 11 miliardi di dollari quest’anno, ha dichiarato Kirby in una nota ai dipendenti. Di conseguenza, la compagnia aerea ha deciso che taglierà i voli sulle rotte che non risultano più redditizie agli attuali prezzi del carburante. Tuttavia, per il momento la domanda di passeggeri rimane solida, ha osservato Kirby, e United non procederà a tagli del personale o dei costi, né sospenderà gli investimenti.
02:10
Iran lancia due missili contro l’isola Diego Garcia
L’Iran ha lanciato due missili balistici a raggio intermedio contro Diego Garcia, ma non ha colpito la base militare americano-britannica che sorge sull’isola nell’Oceano Indiano. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando diverse fonti ufficiali statunitensi. Uno dei missili ha avuto un malfunzionamento durante il volo, mentre una nave da guerra americana ha lanciato un intercettore SM-3 contro l’altro, ha precisato il quotidiano. Non è chiaro quando sia avvenuto l’attacco.
00:31
Idf, nuova ondata di missili lanciata dall’Iran
L’esercito israeliano ha affermato che le sue difese aeree sono in funzione per intercettare una nuova ondata di missili lanciati dall’Iran. “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane hanno identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia”, ha affermato l’esercito israeliano sul suo account Telegram ufficiale.
10:02
Gli Usa danno il via libera alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione
Gli Usa hanno dato il via libera alla vendita di petrolio iraniano già in navigazione. In un lungo post sui social media il segretario al Tesoro Scott Bessent precisa che si tratta di un’autorizzazione “a breve termine, mirata e circoscritta, che consente la vendita del petrolio iraniano attualmente bloccato in mare”. “Al momento, il petrolio iraniano soggetto a sanzioni viene accumulato dalla Cina a prezzi stracciati. Sbloccando temporaneamente questa offerta già esistente e rendendola disponibile al mondo intero, gli Stati Uniti immetteranno rapidamente sui mercati globali circa 140 milioni di barili di petrolio, incrementando la disponibilità energetica mondiale e contribuendo ad alleviare le temporanee tensioni sull’offerta causate dall’Iran”, ha sottolineato Bessent precisando che “utilizzeremo i barili iraniani contro Teheran per mantenere bassi i prezzi, mentre proseguiamo l’Operazione Epic Fury”. “Questa autorizzazione temporanea e di breve durata è rigorosamente limitata al petrolio già in transito e non consente nuovi acquisti né nuova produzione”, ha ribadito il segretario al Tesoro.
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