A Bologna sopralluogo degli investigatori dov’è morto Abderrahim Fakir

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    Sopralluogo dei carabinieri del Ris, della squadra Mobile della polizia e della Procura di Bologna in via Italo Svevo 4, dove lo scorso 19 luglio è morto, durante un intervento della polizia, il 42enne Abderrahim Fakir.
        Sulla vicenda il pool di magistrati che sta indagando ha iscritto 6 persone nel registro preliminare 45 bis: si tratta dei due agenti intervenuti per fermare il 42enne e di quattro volontari della Croce Rossa presenti anche loro in via Svevo quando è morto Fakir. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Delle indagini si sta occupando la squadra Mobile. 
       

    Droni e laser per ricostruire in 3d i luoghi della morte di Fakir

    Droni e laser scanner per ricostruire in 3d la scena e l’area dove è morto Abderrahim Fakir il 19 luglio, vicino ai garage di via Svevo di Bologna, mentre due poliziotti lo stavano immobilizzandolo.
    L’accertamento è stato affidato dalla Procura al Ris dei carabinieri di Parma, sezione intervento operativo, che in mattinata sono stati sul luogo insieme al procuratore Paolo Guido, alla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e alla pm Francesca Arienti, oltre a personale della squadra mobile della polizia, che conduce l’indagine.
    L’esito dell’attività tecnica si integrerà con il contenuto dei video girati dai residenti, a quelli delle telecamere di sorveglianza della zona e a quello della bodycam di uno dei due agenti, così da comporre una sorta di “film” della mattinata del 19.
    Proseguono intanto le indagini per ricostruire gli spostamenti del 42enne marocchino, così da capire come sia arrivato quella mattina al Pilastro, in stato di alterazione.

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