L’allarme droni si riaccende in Germania, nella notte, allo scalo di Lipsia. Un primo oggetto volante è stato scoperto e sequestrato nelle vicinanze di quattro aerei ucraini, secondo quanto ha riferito un portavoce della Nato. È stata poi la polizia locale ad accertare che trasportasse esplosivo: la sostanza è risultata infatti positiva al test del nitrato, ed è stata neutralizzata dopo aver rilevato le tracce utili alle indagini. Stando agli inquirenti, l’ordigno era dotato anche di miccia e non sarebbe esploso, forse, per un “difetto”, ha scritto la Bild. Ma non è tutto. Subito dopo, un aereo cargo DHL, che non ha potuto atterrare proprio per la chiusura dell’aeroporto in seguito al ritrovamento avvenuto alle 23.43, ha avuto una collisione con un altro oggetto ‘sconosciuto’, un secondo drone. Il pilota è riuscito successivamente a raggiungere in sicurezza Hannover, dove il velivolo è risultato lievemente danneggiato nella parte frontale. L’impatto è avvenuto a 6 km dall’aeroporto sassone e a 400 metri di altezza. Fatti su cui adesso indagano la procura generale di Dresda, l’Anticrimine del Land e l’Antiterrorismo, e gli inquirenti della Bassa Sassonia, in collaborazione con la Nato.
La presenza dell’esplosivo a bordo del quadricoptero, che avrebbe potuto far saltare in aria uno degli aerei ucraini, rende il precedente fra i più gravi attacchi alla Repubblica federale, nel mirino da tempo di una guerra ibrida condotta dai russi: fra azioni di sabotaggio, spionaggio e campagne di fakes per destabilizzare il clima politico del Paese, anche in vista delle prossime amministrative in autunno. Solo le indagini potranno però accertare che dietro l’attacco della notte scorsa ci sia effettivamente Mosca. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha interrotto le vacanze in Italia ed è rientrato a Berlino, restando in costante contatto con il cancelliere Friedrich Merz, in ferie in Baviera. E nel paese in cui l’ultradestra incalza, la politica è sotto accusa per non aver fatto abbastanza in difesa delle infrastrutture critiche. Il governo della piccola Grosse Koalition ha predisposto un centro di difesa antidroni istituto a dicembre, proprio per far fronte agli avvistamenti sempre più numerosi, che hanno spesso mandato in tilt il traffico aereo nei mesi scorsi. Ed esiste un’unità speciale della polizia addetta all’emergenza degli oggetti volanti.
Quello di Lipsia/Halle non è un aeroporto qualsiasi: dal 2022 qui sono stazionati una serie di aerei Antonov ucraini, che furono messi al riparo dalla guerra di Putin: sono addetti tuttora a trasporto cargo, passeggeri e anche a missioni logistiche a supporto della Nato, per il trasporto delle armi. Inoltre lo scalo è uno dei principali hub europei per i trasporti cargo e Dhl. E del resto in passato era già stato nel mirino di attacchi: il 20 luglio del 2024 un pacchetto Dhl andò in fiamme prima di essere portato a bordo di un aereo cargo che lo avrebbe dovuto recapitare in Inghilterra, proprio a Lipsia. Precedenti del genere si sono registrati in seguito anche in Polonia e a Birmingham.
L’allarme droni sta agitando l’Europa anche quest’estate: alla fine di luglio la Romania ha abbattuto tre droni in tre giorni e ne ha avvistato un quarto. Una sequenza di attacchi che ha portato Bucarest a decidere di espellere un diplomatico russo. Kiev non ha dubbi neppure sugli accadimenti della scorsa notte: “Spero che le autorità tedesche accertino i fatti. Ma chi potrebbe essere se non la Russia?”, ha commentato l’ambasciatore ucraino in Germania Oleksii Makaiev, che ha promesso massimo sostegno a Berlino, mettendo a disposizione dei tedeschi la grande esperienza ucraina in materia. L’Ucraina è pilastro decisivo della difesa antidroni europea: un mese fa Ursula von Der leyen ha siglato con Zelensky a Kiev un accordo di partenariato sulla difesa, “quello che firmiamo oggi è il nostro ‘Drone deal’, aveva annunciato la presidente della Commissione, riconoscendo all’Ucraina il valore del know how sui sistemi di difesa oggi indispensabili all’Europa.
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