“Chiediamo soccorso, aiuto, supporto e solidarietà” al resto della Spagna: è l’appello lanciato dal presidente di Ceuta, Juan Jesus Rivas, che descrive la situazione nell’exclave, dopo l’ingresso in massa di 72.000 migranti nei giorni scorsi, dei quali 70.000 ritornati in Marocco – secondo il ministero dell’Interno – “di caos e insostenibile”.
In un’intervista all’emittente pubblica Tve, Vivas ha invocato “senso dello Stato” e “lealtà istituzionale” per fronteggiare la crisi migratoria che ha messo in ginocchio Ceuta. Ha spiegato che la città autonoma ospita attualmente circa 1.100 minori migranti, il 2.600% oltre la capacità dei centri di accoglienza, contro i circa 750 presenti prima dell’emergenza. “Non solo abbiamo sostenuto la riforma della legge sugli stranieri per redistribuirli in modo vincolante e solidale, ma la stiamo già applicando e continueremo ad applicarla”, ha affermato il presidente di Ceuta, riferendosi al decreto approvato dal governo centrale nel 2025 per la distribuzione territoriale obbligatoria nelle regioni dei minori stranieri non accompagnati, in caso di “contingenza migratoria straordinaria”.
L’esponente del Partito Popolare ha evitato lo scontro con le comunità autonome governate dal suo stesso partito in coalizione con la forza di estrema destra Vox, contrarie ad accogliere nuovi minori stranieri, sottolineando che i trasferimenti verso la penisola proseguono secondo la legge. “Questa entrata in massa ha travolto la stessa legge”, ha aggiunto, definendo la situazione “un’emergenza umanitaria assolutamente insostenibile”.
Intanto sono 528 i minori entrati in massa via terra e via mare a nell’ondata migratoria della scorsa settimana identificati dalla polizia e inseriti nei centri di accoglienza dell’exclave. Ad indicarlo il delegato del governo della città autonoma, Miguel Angel Perez Triano. Tuttavia “ci sono ancora minori nelle nostre strade. Ed è una priorità, una grande preoccupazione” che possano essere identificati e assistiti, ha aggiunto il prefetto, assicurando la collaborazione dello Stato alle autorità locali, competenti per l’accoglienza.
Per sua parte, il presidente di Ceuta, Juan Jeus Vivas, ha stimato in oltre 1.100 i minori non accompagnati che vagano ancora nelle strade dell’exclave.
Il ministero della Gioventù e dell’Infanzia ha intanto abilitato due strutture scolastiche a Ceuta per ospitare temporaneamente bambini e ragazzi stranieri arrivati in massa, nell’ambito delle misure straordinarie adottate per l’emergenza.
La titolare del dicastero Sira Rego sarà venerdì a Ceuta per coordinare sul posto la gestione dell’accoglienza e coordinare le misure delle autorità locali, informa il ministero.
Il governo centrale ha previsto un intervento straordinario di 25 milioni di euro per l’emergenza, che si aggiungono ai 5,5 milioni assegnati a Ceuta nella conferenza di settore dell’Infanzia lo scorso mese di luglio, secondo quanto annunciato ieri dalla portavoce, Elma Saiz.
La crisi ha riacceso lo scontro politico sul trasferimento obbligatorio dei minori verso altre comunità autonome, previsto dal meccanismo di accoglienza solidale introdotto nel 2025 dall’esecutivo con una riforma della legge degli stranieri.
In Marocco 25 incriminati per il traffico di migranti verso Ceuta
La Procura di Tetouan ha incriminato 25 persone con accuse legate all’organizzazione di attraversamenti irregolari della frontiera e al trasporto abusivo di passeggeri dal Marocco a Ceuta, durante gli ingressi in massa di migranti avvenuti il 30 e il 31 luglio nell’exclave spagnola.
Secondo fonti giudiziarie riportate dall’agenzia Europa Press, tra i reati contestati figurano anche favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, violenze e resistenza alle forze dell’ordine e danneggiamento di beni pubblici.
Avviato l’esame delle domande d’asilo per 2.500 migranti, ‘priorità ai minori’
La polizia spagnola ha avviato a Ceuta la procedura di valutazione individuale dei migranti rimasti nell’exclave. Lo ha annunciato il delegato del governo a Ceuta, il prefetto Triano, secondo cui a Ceuta sono ancora presenti circa 2.500 migranti.
“Le procedure amministrative non sono collettive, sono individuali e devono tutelare al massimo i diritti”, ha detto il delegato in dichiarazioni a Cadena Ser e Tve, dopo aver visitato il quartiere di Principe Alfonso, dove centinaia di migranti vagano ancora senza meta. Perez Triano ha chiarito che la polizia identificherà ogni persona per stabilire l’eventuale diritto all’asilo o alla protezione internazionale, mentre per i cittadini marocchini le cui domande di asilo vengono respinte “saranno avviate le procedure di espulsione”.
Il governo locale prevede inoltre di aprire entro circa un mese un nuovo Centro di assistenza temporanea per stranieri, dove questi potranno rimanere fino a 72 ore per completare identificazione e triage “con procedure più efficienti”. Il prefetto ha indicato come priorità la tutela dei minori non accompagnati: “La priorità è che i minori lascino la strada il prima possibile”, ha detto, ribadendo che non esiste ancora un numero definitivo sul loro numero.
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