Punti chiave
IL PUNTO
Notte di tensione a Ceuta, dove un migrante è rimasto ferito da una coltellata al costato, sferrata da un connazionale al culmine di una lite. Diverse decine di migranti accampati all’esterno del Centro di permanenza temporanea, ormai completo, hanno tentato di entrare con la forza. Sale il bilancio dei migranti morti in mare nel tentativo di raggiungere a nuoto Ceuta: 67 i corpi recuperati.
II premier spagnolo, Sanchez, ha inviato una lettera alle istituzioni europee per esprimere “seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato” sui fatti avvenuti a Ceuta. Sanchez sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per “riaffermare che la sicurezza dei confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri”.
Anche Italia e Danimarca promuovono una lettera a Bruxelles firmata da 22 Paesi, ma non da Spagna e Francia.
13:00
Riaperta dopo 36 ore la frontiera di Melilla con il Marocco
Ha riaperto questa mattina, dopo 36 ore di chiusura dovuta alla pressione migratoria, il valico di Beni-Ensar, unico paesaggio di frontiera operativo tra Melilla e il Marocco. Lo ha reso noto la Delegazione del governo a Melilla. La riapertura del traffico, avvenuta alle 10.30, è graduale, per consentire il transito dei veicoli dei viaggiatori di rientro dai Paesi europei in quelli di origine per le vacanze estive, nella cosiddetta ‘Operazione passaggio dello Stretto’ coordinata dalle autorità spagnole e marocchine.
Secondo fonti di polizia citate dai media locali, vengono fatti transitare circa 20 veicoli alla volta, che possono avanzare solo dopo aver completato i controlli delle autorità marocchine. In questa prima fase di riapertura, il transito è riservato ai circa 600 mezzi e 2.000 passeggeri che erano rimasti bloccati alla frontiera dopo la chiusura. Il sistema è stato adottato per garantire la sicurezza nell’exclave spagnola e consentire un’eventuale nuova chiusura in caso di nuovi tentativi di ingresso di migranti irregolari. Sono circa 130 i migranti entrati illegalmente nella città autonoma spagnola negli ultimi giorni, secondo quanto indicato dal presidente della città autonoma, Juan José Imbroda.
12:22
Madrid: ‘Lo stop a Schengen un’azione imperdonabile’
Lo stop a Schengen è “un’azione imperdonabile”. Lo afferma il ministro degli Esteri spagnolo, Fernando Grande Marlaska, in conferenza stampa a Ceuta, riferendosi alla lettera inviata oggi da Pedro Sanchez a Bruxelles, in cui il premier chiede una riunione dei ministri dell’Interno dei Ventisette, criticando lo stop a Schengen annunciato dall’Italia per l’arrivo in massa di migranti nell’exclave spagnola in Marocco. “E’ vero che la maggior parte dei Paesi dell’Ue ha manifestato il suo sostegno alla Spagna in una situazione difficile, complessa, che abbiamo invertito in un breve lasso di tempo. Ma ci sono altri Paesi che hanno manifestato un’atteggiamento assolutamente egoista, insolidale, poco responsabile”, ha detto il ministro.
12:09
Meloni: ‘La linea dell’Italia condivisa da un numero sempre maggiore di nazioni’
“Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee”. Così la premier Giorgia Meloni su X. “La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”, aggiunge.
11:58
Madrid: ‘La situazione a Ceuta tornata quasi alla normalità’
“In meno di 48 ore, si sta raggiungendo la normalità a Ceuta”, dopo l’arrivo in massa di circa 50.000 persone e il ritorno della gran parte nel Paese d’origine, e “chi è entrato in maniera irregolare non ha alcuna opzione di regolarizzazione”. Lo afferma il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, in conferenza stampa a Ceuta dopo la riunione con il delegato del governo nell’exclave sulla crisi dei migranti. “La strumentalizzazione dell’immigrazione irregolare da parte delle mafie costa vite”, ha affermato, nel confermare che “almeno 67 persone sono morte” nel tentarivo di raggiungere a nuoto la città autonoma
11:10
Italia e Danimarca promuovono una lettera all’Ue, firman 22 Paesi
Anche Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertici Ue “in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta”. La missiva, firmata da 22 Paesi tra cui non compaiono tra gli altri Spagna e Francia, indirizzata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheál Martin, chiede alla presidenza irlandese la “convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno” per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una “risposta europea coordinata”.
La lettera promossa da Italia e Danimarca è stata sottoscritta anche da Austria, Bulgaria, Croazia, Estonia, Germania, Ungheria, Lituania, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Belgio, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Grecia, Lettonia, Malta, Polonia, Slovenia e Svezia.
Nella riunione straordinaria richiesta si suggerisce che i ministri dell’Interno “dovrebbero, in particolare, esaminare un rafforzamento del sostegno di Frontex e valutare l’efficacia della cooperazione dell’Unione europea con il Marocco”. In più i 22 leader Ue prendendo “atto che non sono stati registrati movimenti secondari irregolari verso altri Paesi europei” ribadiscono la “disponibilità ad adottare tutte le misure necessarie, conformemente al diritto dell’Unione e al Codice Frontiere Schengen, per tutelare l’ordine pubblico e affrontare i rischi derivanti dai movimenti secondari, anche attraverso il rafforzamento o la reintroduzione temporanea dei controlli alle frontiere interne, ove necessario”.
“Il Consiglio europeo – scrivono – ha costantemente ribadito che la protezione delle frontiere esterne dell’Unione, la prevenzione dell’immigrazione irregolare e dei movimenti secondari, nonché la solidarietà nei confronti degli Stati membri situati in prima linea o sottoposti a particolare pressione, costituiscono responsabilità comuni dell’Unione europea. La situazione attuale richiede unità, determinazione e tempestività”. “Confidiamo – si conclude la missiva indirizzata ai vertici Ue e alla presidenza di turno – nella vostra leadership affinché l’Unione europea risponda in modo rapido, efficace e coordinato”.
10:35
Sanchez scrive a Bruxelles: ‘Stop a Schengen dettato da ignoranza o interessi politici’
II presidente del governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha inviato oggi una lettera alle istituzioni europee per esprimere “seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato” rispetto ala crisi migratoria di Ceuta. Nella lettera, visionata dall’ANSA, Sanchez sollecita la convocazione di una riunione urgente dei ministri degli Interni dei Ventisette, per “stabilire una risposta comune” e “riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell’Unione”, si legge.
Nella lettera inviata a Bruxelles, Sanchez ha definito “piuttosto asimmetrica” la reazione Ue sulla crisi a Ceuta. “La maggior parte” dei governi “ci ha mostrato sostegno e solidarietà, offrendo assistenza”, scrive. “Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiedere l’esclusione temporanea dall’area Schengen. Un simile atteggiamento – dettato da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici – non solo è contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono, ma anche “agli interessi a lungo termine dell’Europa e al più elementare buonsenso”, aggiunge in riferimento alla decisione di Roma senza tuttavia citare l’Italia.
09:50
Al via le barriere galleggianti per contenere la crisi di migranti
E’ iniziata alle 7:50 di oggi l’installazione delle barriere galleggianti di contenimento al largo del molo del Tarajal, a Ceuta, per ostacolare l’accesso di migranti che arrivano a nuoto, mentre la notte nella città autonoma spagnola in Marocco è trascorsa senza nuovi ingressi irregolari e senza incidenti di rilievo. Lo rende noto il ministero dell’Interno spagnolo. Secondo le fonti, l’elemento principale del dispositivo che si sta allestendo è una barriera pneumatica lunga 500 metri, con un’altezza fuori dall’acqua compresa tra 30 e 70 centimetri e una parte sommersa fino a un metro di profondità.
La struttura è integrata da una prima linea di boe ancorate fornita dalla Marina militare spagnola. Tra le due installazioni è stato inoltre predisposto un canale che consentirà alle imbarcazioni della Guardia Civile di garantire continuamente la protezione della barriera pneumatica. Il ministero dell’Interno riferisce che durante la notte gli ingressi di migranti nell’exclave iberica si sono completamente fermati, mentre sono proseguiti i rientri verso il Marocco.
09:42
Salgono a 67 i migranti morti tentando di arrivare a nuoto
Aumenta il tragico bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto le coste di Ceuta: sono almeno 67 i cadaveri finora recuperati dalle squadre di sub, dagli agenti della Guardia Civile e del salvataggio marittimo spagnolo, secondo quanto confermano all’ANSA fonti della Delegazione del Governo della città autonoma in Marocco. Con le precedenti 30 vittime delle traversate a nuoto verso Ceuta, registrate da inizio anno, si eleva ad almeno 97 il numero dei migranti morti negli ultimi 7 mesi tentando di entrare a nuoto nell’exclave.
09:11
Notte di tensione al centro per immigrati di Ceuta, un marocchino ferito in una rissa
Notte di tensione a Ceuta, dove un migrante marocchino è rimasto ferito da una coltellata al costato, sferrata da un connazionale al culmine di una lite nei pressi della scuola Andres Manjon. L’aggressore è fuggito prima dell’arrivo delle forze di polizia, mentre il ferito è stato trasportato in ospedale, riporta l’agenzia Europa Press. Contemporaneamente, diverse decine di migranti accampati all’esterno del Centro di permanenza temporanea per immigrati (Ceti), ormai completo, hanno tentato di entrare con la forza nella struttura, abbattendo una parte della recinzione perimetrale. La polizia nazionale è intervenuta con un importante dispositivo, istituendo un cordone di sicurezza attorno al centro e riportando la situazione sotto controllo. Secondo fonti di polizia riferite dai media, all’esterno del Ceti si trovano oltre 500 persone in attesa di essere accolte, mentre l’accesso è stato consentito soltanto a donne e bambini per ragioni umanitarie. Fonti del ministero dell’Interno riferiscono all’ANSA che la notte nella città autonoma è trascorsa in tranquillità. Le entrate di migranti “sono state fermate totalmente e sono continuate le uscite verso il Marocco, senza incidenti significativi”. Delle circa 50.000 persone entrate in poco più di 24 ore nell’exclave spagnola in Marocco, la quasi totalità ha fatto rientro nel territorio marocchino.
Da non perdere








