Macron nei luoghi devastati dagli incendi: ‘Nelle Lande è sotto controllo, in Gironda si continua a combattere’

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    L’incendio nel dipartimento delle Lande, “è sotto controllo”: è quanto riferisce il presidente francese Emmanuel Macron in riferimento al secondo grande incendio nel sud-ovest del Paese dopo quello in Gironda. Il presidente ha aggiunto: “Questa è una buona notizia per le Lande”. Mentre poco più a nord, in Gironda, ha proseguito il presidente esprimendosi dal centro operativo d’incendio e soccorso di Bordeaux, “si continua a combattere”. “E’ stabilizzato, come si dice, ma continua a essere virulento, e bisogna restare estremamente prudenti per le prossime ore e i prossimi giorni”. Insieme a quello in Gironda, l’incendio scoppiato giovedì scorso nelle Lande ha devastato 3.600 ettari di terreno, distruggendo 198 edifici. Circa 8.000 le persone evacuate su 30.000 autorizzate a rientrare a casa.

    Intanto, il cielo sopra Bordeaux ha il colore della cenere e l’odore acre del legno bruciato. Il fuoco non è più solo una minaccia lontana: l’inferno di fiamme che sta devastando il dipartimento della Gironda è arrivato a lambire la città che si è svegliata con un’aria irrespirabile, avvolta in una coltre di fumo, e con la corsa a reperire le mascherine Ffp2, ricordo di tempi che nessuno avrebbe voluto rivivere. Il maxi-incendio alle porte della città, che ha finora devastato 42.000 ettari di terreno, è rimasto “stabile” ma non è ancora “domato”, fanno sapere le autorità che monitorano il fronte delle fiamme ormai a circa 15 chilometri dal centro abitato. Un inferno di fuoco che non riguarda solo la Francia. In Spagna, secondo l’ultimo aggiornamento del ministero dell’Interno, sono quasi 91.000 le persone colpite, evacuate o costrette a rimanere nelle proprie case per i roghi giganti nelle tre province di Madrid, Ávila e Toledo. Il premier Pedro Sanchez si è recato a Valencia: “Ci attendono ore difficili e complesse”, ha sottolineato dopo aver visitato il centro di comando avanzato che coordina le operazioni di spegnimento dell’incendio nella provincia orientale di Castellón, dove il rogo ha già bruciato – riporta la Efe – almeno 7.200 ettari mentre 16.000 persone sono state evacuate e ad altre 64.000 è stato ordinato di restare in casa.

    A questo dato si aggiungono gli oltre 80.000 ettari distrutti dagli incendi nelle province limitrofe di Ávila, Madrid e Toledo dove il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Tornando alla Francia, dopo una notte piovosa, di relativo contenimento, i pompieri temono un nuovo aggravarsi della situazione, anche a causa della prevista nuova ondata di caldo torrido prevista a partire da domani (in Gironda sono attese temperature fino a 40 gradi). Dopo un vertice interministeriale a Parigi, Emmanuel Macron ha deciso di recarsi sul posto per ringraziare i soccorsi e le autorità locali, impegnati “ogni istante” in sostegno alle popolazioni colpite: “Le prossime settimane saranno difficili e dobbiamo resistere”, ha detto lanciando un appello all’unità.

    La parola d’ordine, Oltralpe, è massima prudenza per un mostro di fuoco che può ad ogni momento tornare fuori controllo. Ben 2.750 i pompieri mobilitati, con il sostegno di nuovi mezzi inviati nell’ambito del meccanismo di protezione civile europeo – nove aerei e due elicotteri solo in Gironda oltre ai 18 velivoli schierati dalla Francia – 1.500 militari e 1.440 tra gendarmi e poliziotti. Con altri quattro casi nella notte, è salito a 88 il numero di pompieri feriti dall’inizio degli incendi in Gironda. Duecentoquaranta le case distrutte dalle fiamme. Come dichiarato dal portavoce della Federazione nazionale dei pompieri, Eric Brocardi, grazie ai quali ci sono state “zero vittime”. Il colonnello dei vigili del fuoco, David Annotel, ha spiegato a Radio Rtl “che la lotta contro il fuoco durerà ancora a lungo. Per diverse settimane e diversi mesi bisognerà prevedere turnazioni che continueranno a venire sul posto da tutta la Francia”.

    Da Parigi, il ministro dell’Economia, Roland Lescure, fa sapere che le compagnie assicurative copriranno le spese di ricollocamento delle centinaia di migliaia di sfollati, non solo in Gironda, ma anche nelle Lande e nel Var. Sempre secondo Lescure, quello che viene considerato uno dei peggiori sinistri della recente storia francese (nel 1949 un altro grave incendio in Gironda causò 82 morti) avrà un duro impatto anche sull’attività economica: “Oltre 13.000 imprese” sono state evacuate nel solo dipartimento. Parlando al termine del consiglio dei ministri, la ministra per la Transizione Ecologica, Monique Barbut, evoca anche gli effetti catastrofici sulla fauna selvatica, in quello che fino a pochi giorni fa era uno dei paesaggi più belli di Francia. Un patrimonio naturalistico unico, trasformato in paesaggio spettrale. Nota per i vini pregiati, la zona di Bordeaux e del Bassin d’Arcachon vanta una qualità della vita eccezionale, talvolta invidiata persino a Parigi. Sono tanti ad aver scelto di trasferirsi nel capoluogo girondino dalla capitale. Anche il poeta Gabriele D’Annunzio visse qui una parte della sua vita, tra il 1910 e il 1915, tanto che ad Arcachon c’è ancora un busto che ricorda l’autore della Pioggia nel pineto.

       

    Ue in campo contro gli incendi, presto una nuova flotta ma serve prevenzione

    Bisogna abituarsi a un’emergenza permanente, che si ripeterà quasi ogni anno. E’ un quadro di realismo quello che dipinge la Commissione europea di fronte al divampare delle fiamme in Francia e Spagna, due focolai ancora non domati, che hanno finora raggiunto i 42mila ettari nel primo caso e gli 80mila ettari nel secondo, con quasi 91.000 persone colpite, evacuate o costrette a rimanere nelle proprie case. E le proiezioni in base alle condizioni atmosferiche del rischio incendi elaborate dal satellite Copernicus lanciano l’allarme su altri territori europei, a cominciare da Spagna, Francia, Grecia ma anche Italia, nei prossimi giorni. La penisola iberica, assieme al Portogallo, aveva già battuto un record lo scorso anno quando in soli 15 giorni aveva visto ben 400.000 ettari di territorio andare in fiamme. In Francia, invece, non è stato ancora superato il triste record del 1949, che ha bruciato più o meno nella stessa area, provocando 82 vittime. Il punto – spiegano funzionari del Coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione europea – è che in queste condizioni non basta nemmeno l’azione di contrasto degli aerei e dei pompieri sul campo, perché contro fiamme di oltre 15 metri e una velocità di propagazione di oltre quattro chilometri l’ora, “la risposta non è sufficiente, non puoi fare niente, se non proteggere le persone”. La risposta è invece la riduzione del rischio e la prevenzione, con azioni di sensibilizzazione e analisi del materiale vegetale che cominciano già in autunno. “Sarà un problema che diventerà quasi annuale. Il nostro obiettivo non è combattere più incendi, ma piuttosto adottare una politica globale che minimizzi il rischio e prevenga i roghi fin dall’inizio”, spiega una portavoce dell’Esecutivo Ue. Non che la risposta all’emergenza sia mancata, anzi. Nei giorni scorsi grazie al Meccanismo di protezione civile dell’Ue, che riguarda oltre ai 27 altri dieci Paesi limitrofi, l’Ue ha inviato in Francia sette aerei e quattro elicotteri provenienti da diversi Stati membri, mentre in Spagna sono stati mobilitati sei aerei provenienti da Grecia, Italia e Turchia, oltre a 134 persone e 41 veicoli dal Portogallo. Se tali offerte nazionali non sono sufficienti, l’Ue può attingere a rescEU, la sua riserva strategica, che comprende una flotta di 22 aerei e cinque elicotteri. Si tratta di una flotta temporanea, piegano da Palazzo Berlaymont, che sarà sostituita presto da una flotta permanente di 12 aerei più cinque elicotteri, “ma la produzione di queste attrezzature richiede tempo, i primi velivoli sarà disponibili dal 2027, mentre gli ultimi saranno consegnati entro il 2030”.

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