Dal web alla piazza. Dopo aver raggiunto milioni di follower online, il “Partito della blatta” ha spostato la sua sfida al governo di Narendra Modi sulle strade di New Delhi. Una folla di persone – “centinaia” secondo alcune stime, “migliaia” secondo altre – si è radunata nel cuore della capitale indiana per la prima manifestazione di massa organizzata dal “Cockroach Janta Party”: in realtà non un partito ma un nuovo gruppo politico-satirico online che pare rivolgersi prima di tutto ai giovani della Generazione Z. E la cui sigla, Cjp, è una parodia di quella del partito di governo, Bjp, considerato su posizioni conservatrici e nazionaliste.
Alcuni dimostranti indossavano delle maschere da scarafaggio – il simbolo del movimento – altri sventolavano il tricolore indiano, altri ancora stringevano in mano cartelli in cui chiedevano le dimissioni del ministro dell’Istruzione Dharmendra Pradhan. Era questo infatti l’obiettivo dichiarato della manifestazione: le dimissioni del ministro dopo le presunte irregolarità in alcuni esami scolastici e la cancellazione del test di accesso alla facoltà di medicina per una presunta fuga di informazioni sulle domande. E in serata – stando ai giornali indiani – il gruppo si è detto pronto a nuove manifestazioni in tutto il Paese se il ministro Pradhan non si dimetterà entro “sette giorni”.
Tanti i giovani in piazza in un’afosa giornata di giugno, cosa che pare confermare l’idea di molti osservatori secondo cui il movimento riflette i timori della Generazione Z su diverse questioni delicate, compresa quella della disoccupazione giovanile. E questo in un Paese in cui si stima che circa un quarto dei suoi 1,4 miliardi di abitanti abbia tra i 15 e i 29 anni. Ma alla manifestazione hanno partecipato anche persone più grandi di età. Massiccia inoltre la presenza della polizia attorno all’area della protesta, che è stata transennata. E secondo “funzionari” citati dall’agenzia di stampa Pti, gli agenti avrebbero fermato sei persone accusate di “tentare di creare disturbo vicino al luogo della protesta”.
“Siamo qui per protestare e per assicurarci che il governo sia chiamato a rispondere di quanto accaduto”, dice all’ANSA un ventenne riferendosi alla richiesta di dimissioni del ministro Pradhan. “Mi pare proprio che sia giunto il momento che il governo ci ascolti invece di fare quello che vuole”, afferma una ragazza sui trent’anni. “Ogni volta che vedo queste situazioni con gli studenti le trovo davvero scoraggianti e sono già molto deluso, per questo ho deciso di unirmi a questa protesta”, racconta da parte sua un altro giovane.
La protesta era stata annunciata nei giorni scorsi da Abhijeet Dipke, il 30enne studente dell’università di Boston che ha fondato il “Partito della Blatta” appena tre settimane fa, dicendo che proprio sabato sarebbe tornato in India dagli Stati Uniti. Il nome del movimento è stato scelto dopo che un giudice è stato accusato di aver paragonato i giovani disoccupati a dei “parassiti”. Lui ha poi spiegato di essere stato frainteso e che si riferiva alle persone con “diplomi falsi e fasulli” e non ai giovani indiani. Il gruppo ha presto raggiunto i 22 milioni di follower su Instagram finendo al centro delle cronache politiche indiane. E non solo.
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