Al fischio finale a Budapest, la festa per la seconda Champions League consecutiva al Psg è esplosa a Parigi. Una notte ben lontana però dalle immagini di felicità di una tifoseria che celebra la propria squadra, e che ha lasciato sul campo un morto e un ferito in gravissime condizioni, facendo registrare scontri violentissimi, lancio di razzi contro la polizia, saccheggi e aggressioni.
E il grave blocco del Périphérique, la tangenziale di Parigi, in cui ha trovato la morte una persona che, in sella alla sua moto, è andato a schiantarsi contro un blocco di cemento. Nella zona, con le auto bloccate per ore, gruppi di persone giocavano a pallone in piena carreggiata e altre lanciavano razzi in direzione del centro città.
“Solo in Francia la vittoria di una squadra di calcio provoca delle rivolte”, ha scritto su X Marine Le Pen, ma le critiche alla gestione dell’ordine pubblico sono arrivate anche dal versante opposto, con Manuel Bompard de La France Insoumise: “Per evitare questi eccessi bisognerebbe inquadrare i festeggiamenti”.
Una teoria difficile da dimostrare in concreto, dal momento che in pochi minuti dalla fine della partita, migliaia di persone si sono riversate correndo, gridando e lanciando di tutto verso gli Champs-Elysées e la Bastiglia.
Le migliaia che avevano scelto il cosiddetto “inquadramento”, seguire la partita sul maxischermo allestito fuori dallo stadio del Parco dei Principi, hanno assistito agli scontri più violenti, con un fittissimo lancio di razzi che ha provocato a più riprese cariche della polizia.
Alla fine, Laurent Nunez, il ministro dell’Interno che per anni è stato prefetto di Parigi, ha annunciato che “la situazione è stata globalmente sotto controllo” e che la polizia “ha permesso di contenere i disordini e soprattutto di mettervi fine”.
A contraddirlo, nonostante il dispiegamento di 22.000 poliziotti e gendarmi, poco meno del doppio dell’anno scorso, per la vittoria della prima Champions del Psg, le cifre piuttosto pesanti della serata: 780 fermi su tutto il territorio, il 32% in più del dopo-finale del 2025, 57 gendarmi e poliziotti feriti, oltre al morto e a 219 partecipanti ai festeggiamenti, 8 dei quali sono gravi, uno gravissimo.
È un diciassettenne accoltellato non lontano dall’Arco di Trionfo da 4 aggressori che sono scesi dall’auto dopo averlo investito per poi picchiarlo selvaggiamente, accusandolo di un furto. Quando la polizia lo ha soccorso, aveva ferite gravissime ed era già in coma. E’ stato ricoverato in ospedale dove lotta fra la vita e la morte.
A perdere la vita è stato invece un 24enne che, a bordo della sua moto da cross, ha imboccato la bretella per andare a festeggiare sul Périphérique ma la rampa era stata bloccata da blocchi di cemento: si è schiantato frontalmente sull’ostacolo ed è morto poco dopo.
Un po’ ovunque, non solo a Parigi ma a Rennes, Strasburgo, Clermont-Ferrand, Grenoble e molti altri centri del Paese, sono stati saccheggiati negozi, commessi furti, date alle fiamme centinaia di biciclette, molti motorini, alcune auto. Un’altra scena di rara violenza è avvenuta nel centralissimo X arrondissement, a pochi passi dall’Opéra, dove i clienti seduti ai tavolini di un caffè sono stati investiti da un’auto, i cui occupanti hanno poi tentato di aggredire i poliziotti accorsi sparando loro razzi di fuochi d’artificio.
Due persone hanno riportato danni seri, una è ricoverata in condizioni gravi. Nonostante tensioni, critiche e proteste, la festa non si è fermata. Dopo la nottata di guerriglia, nel pomeriggio i giocatori sono arrivati con la Coppa, sfilando poi a Champs-de-Mars fra 100.000 tifosi in delirio. Poi tutti all’Eliseo da Emmanuel Macron, il primo a postare ieri sera dopo il fischio finale di PSG-Arsenal il suo omaggio a “una nuova stella che brilla su Parigi”. Quindi, gran finale nella “casa” del PSG, il Parco dei Principi, per la festa organizzata davanti ai tifosi.
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