Davide pestato e accoltellato, un 19enne condannato a 20 anni

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    Ora cammina con un incedere claudicante e con l’aiuto delle stampelle. Eppure, quando in aula è stata letta la sentenza con cui è stato condannato a 20 anni di carcere il ragazzo che lo ha accoltellato fino a provocargli una lesione permanente, prima è rimasto spaesato e poi si è seduto, si è coperto il viso ed è scoppiato in un piano liberatorio.

    Davide Cavallo, 22 anni, non ha nascosto lo stupore per la pena severa inflitta dal gup di Milano Alberto Carboni ad Alessandro Chiani, 19 anni appena compiuti, colui che lo scorso 12 ottobre, in corso Como, fuori da una delle discoteche della movida, dopo che con gli amici – tutti di Monza – lo ha pestato, ha tirato fuori un coltello e gli ha sferrato due fendenti, ferendolo gravemente. Un’aggressione di violenza inaudita con l’obiettivo di rubargli 50 euro e che sei mesi fa è costata l’arresto ai cinque componenti del branco, di cui tre minorenni. Il giudice, che ha ritenuto Chiani responsabile di tentato omicidio e rapina pluriaggravati, è partito da una base di 30 anni, pena massima, per diminuirla di 10 per il rito abbreviato. Inoltre, ha disposto una provvisionale di 500mila euro da versare allo studente bocconiano che avrà un danno fisico per tutta la vita e di 50mila euro per ciascuno dei genitori e per il fratello. Invece, Ahmed Atia, 18 anni e che per le indagini del pm Andrea Zanoncelli sarebbe stato uno dei complici, si è visto alleggerire di parecchio la responsabilità. Difeso dall’avvocato Elena Patrucchi, è stato assolto dalla rapina ed è stato accusato del meno grave reato di omissione di soccorso: alla fine ha preso 10 mesi e 20 giorni con un risarcimento da liquidare in sede civile e, poiché era in cella dallo scorso novembre, è stato rimesso in libertà. Oltre alla sorpresa mista a dispiacere per la condanna a 20 anni per Chiani, Davide Cavallo, come ha spiegato il suo avvocato Giovanni Azzena, si è augurato che “Atia possa imparare” dall’esperienza del carcere “e che in futuro possa essere una persona migliore. Questo è sempre stato il pensiero di Davide – ha aggiunto il legale dello studio Maris – nei confronti di entrambi gli imputati”. Ai quali prima della camera di consiglio e in attesa del verdetto – è stato riferito da chi era in aula – si è avvicinato, li ha abbracciati e ha parlato con loro, ricevendo anche le scuse. Mentre qualche giorno fa, in una lettera, aveva detto di aver deciso di perdonarli. Anche i genitori e il fratello di Davide sono rimasti “scossi” dalla pena così alta inflitta al 19enne .

    “E’ come se il loro sentimento di giustizia – ha affermato Luca Lazzaroni, uno dei loro legali – si fosse rimodulato e hanno pensato che 20 anni forse sono tanti”. Stamane all’apertura dell’udienza Atia ha anche consegnato a Davide una lunga lettera scritta a mano – una copia è stata depositata dall’avvocata Patrucchi ieri al gup – in cui in italiano stentato ha manifestato il suo dispiacere, il suo pentimento: “Immagino il dolore che stai provando, potresti essere mio fratello”, era in sintesi uno dei passaggi. “Sto soffrendo anch’io per i sei mesi di carcere, ma non è nulla rispetto a quello che stati provando tu e i tuoi familiari e amici”, ha scritto in un altro punto. E poi, oltre a sottolineare che quella notte non sapeva che l’amico avesse con sé un coltello, ha affermato: “mi dispiace perché ho visto e non ho fatto nulla”. Secondo la ricostruzione dell’inchiesta, coordinata dal pm Zanoncelli e delegata alla Squadra Mobile della Polizia, attorno alle 3 di notte, il branco – composto dai due maggiorenni e da tre 17enni che saranno processati a luglio – ha circondato il 22enne per rapinarlo. Dopo di che Chiani l’ha accoltellato e i minorenni lo avrebbero preso anche a calci mentre era a terra agonizzante. A scagionare Atia, che era accusato di aver fatto da “palo” e rispondeva di concorso nel tentato omicidio, le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona dalle quali risulta che non ha preso parte al pestaggio. Le motivazioni saranno disponibili in 30 giorni.

    Il legale di Davide ‘La famiglia è stupita dalla pena severa’

    “Sono rimasti stupiti della condanna a 20 anni. E’ stato come se il loro sentimento di giustizia si fosse rimodulato”. Così i genitori e il fratello di Davide Cavallo, lo studente vittima di un pestaggio e un accoltellamento brutale per rubargli 50 euro, dopo la lettura della sentenza con cui il gup Alberto Carboni ha condannato uno dei due aggressori a 20 anni di carcere per tentato omicidio e rapina pluriaggravati. A riferire il loro stato d’animo, è Luca Lazzaroni, uno dei due legali della famiglia del 22enne, rimasto gravemente ferito e ora con una lesione permanente. Il giudice Carboni ha inflitto una pena molto severa ad Alessandro Chiani, ritenendo sia stato colui che materialmente ha accoltellato Davide. È partito da una base di 30 anni per diminuirla di 10 a causa del rito scelto. Inoltre ha disposto una provvisionale di 500 mila euro da versare allo studente aggredito e 50 mila euro per ciascuno dei genitori e pure per fratello. Ahmed Atia – che invece si è visto riqualificare il reato di tentato omicidio pluriaggravato in omissione di soccorso ed è stato assolto dall’accusa di rapina pluriaggravata – dovrà risarcire in sede civile. Essendo stato in cella per sei mesi per lui è stata disposta la scarcerazione Le motivazioni saranno depositate in 30 giorni. Per la vicenda sono imputati altri tre minorenni: per loro il 9 luglio si aprirà il processo in abbreviato

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