Maldive, nelle acque di Alimathà squali, tartarughe e coralli

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    L’isola Alimathà, il luogo delle Maldive dove sono morti cinque italiani durante un’escursione subacquea, fa parte dell’atollo di Vaavu, a circa un’ora di motoscafo o 20 minuti di idrovolante dalla capitale Malè. Gli atolli sono scogliere coralline di forma circolare che fanno parte di una struttura sommersa molto estesa, poggiata su un’antica distesa vulcanica sottomarina. Oltre ai coralli, le acque di questo atollo ospitano una grande varietà di pesci tropicali, tartarughe, stelle marine e diverse specie di squali, cosa che le rende una delle mete preferite per le escursioni subacquee.

    Questa grandissima ricchezza in termini di fauna marina si deve anche al fatto che gli atolli racchiudono al loro interno delle lagune poco profonde, collegate al mare dai canali che dividono le varie isole. La corrente che attraversa questi canali, insieme alla presenza delle barriere coralline, concentrano in questi luoghi grandi quantità di fonti di cibo, che attirano dunque i pesci e gli altri organismi.

    A grandi profondità, superiori ai 50 metri, è possibile inoltre ammirare i cosiddetti ‘coralli neri’, caratterizzati come dice il nome da un colore nero o marrone dovuto a una proteina chiamata antipatina. Questi coralli vivono all’interno delle fessure nelle rocce perché così riescono a proteggere meglio il loro corpo molle dai sedimenti marini come la sabbia, che potrebbero danneggiarli. Possono essere considerati una sorta di ‘ingegneri ecosistemici’, perché le loro foreste, che possono superare anche i due metri di altezza, creano ecosistemi unici in cui vivono numerosissime specie. I coralli neri si trovano anche nel Mediterraneo, ad esempio nei pressi dell’isola di Marettimo, in Sicilia.

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