Kallas: ‘Non dare il diritto a Mosca di nominare il negoziatore’

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    “Se diamo il diritto alla Russia di nominare il negoziatore al posto nostro non è saggio”. Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas, sottolineando che Gerhard Schröder, visti i suoi trascorsi e legami con il Cremlino, “siederebbe ad entrambi i lati del tavolo”.   “Schröder è stato un lobbista di alto livello per le aziende statali russe. È quindi chiaro perché Putin voglia che sia lui a ricoprire quel ruolo”, ha spiegato Kallas.    “Prima di avviare un dialogo con la Russia dovremmo discutere tra di noi di quali argomenti vogliamo trattare con loro ed è per questo che abbiamo organizzato un incontro con i ministri degli Esteri, durante il quale discuteremo delle proposte che ho avanzato per affrontare le questioni in sospeso. Perché, ribadisco, il problema della sicurezza europea risiede nel fatto che la Russia attacca costantemente i propri vicini e nel capire come possiamo effettivamente impedirlo. È per questo abbiamo bisogno di concessioni anche da parte russa. Proprio la settimana scorsa sono stata in Moldavia, dove, ad esempio, sono presenti truppe russe. Il ritiro delle loro truppe potrebbe essere una delle condizioni per garantire stabilità e sicurezza nella regione. Ma naturalmente ci sono molte domande relative a quali siano le nostre richieste alla Russia per avere un’Europa stabile e pacifica”.  

      “Mi aspetto un accordo politico sulle sanzioni ai coloni violenti” ha ancora Kallas, precisando che al consiglio Esteri si discuterà anche la proposta franco-svedese per interrompere il commercio con gli insediamenti nei territori occupati che però richiede anche una proposta della commissione.”Al momento non c’è”, ha sottolineato.       “Stiamo procedendo al ripristino dell’accordo di cooperazione con la Siria” in vigore dal 1978 e sospeso nel 2011. Durante il primo dialogo politico di alto livello Ue-Siria in programma oggi, “discuteremo di come possiamo aiutare la Siria a rafforzare le istituzioni e tutte quelle questioni relative a ciò di cui” Damasco ha bisogno per “il corretto funzionamento del Paese”


    Tra i temi in agenda, la responsabile della diplomazia europea ha menzionato le “preoccupazioni legate ai campi profughi in Siria”, ma anche “la costruzione istituzionale della Siria” perché, ha spiegato, “senza istituzioni non si può avere un Paese che funzioni davvero”. “Per noi – ha sottolineato – è importante che tutte le minoranze siano prese in considerazione nel governo” ed “è per questo che stiamo anche offrendo il nostro aiuto nella stesura della costituzione, delle diverse leggi necessarie affinché possano effettivamente avere elezioni.
    Ma ovviamente, c’è molto lavoro da fare”.
     
       

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