Punti chiave
IL PUNTO
Quattordici punti per mettere fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati. È il nuovo piano Usa inviato all’Iran. L’intesa prevede l’impegno iraniano ad una moratoria sull’arricchimento nucleare, l’ok di Washington alla revoca delle sanzioni e allo sblocco dei fondi congelati e l’apertura di Hormuz.
‘Se Teheran accetta la guerra finisce, altrimenti le bombe saranno ancora più potenti’, avverte Trump, per il quale l’accordo potrebbe essere firmato già entro la prossima settimana. Anche il Pakistan ottimista, ma il regime frena: ‘Inaccettabili alcune clausole del piano’. Corrono le borse che credono nell’intesa, crolla il petrolio.
Rubio domani in Vaticano dopo gli attacchi di Trump al Papa. Leone insiste: ‘La Chiesa deve denunciare il male e annunciare la pace’.
21:58
Trump: ‘Che io renda felice o no il Papa, l’Iran non può avere l’arma nucleare’
“Posso dire questo: per quanto riguarda il Papa, è una questione molto semplice, a prescindere dal fatto che io lo renda felice o meno, l’Iran non può possedere un’arma nucleare”. Così il presidente Donald Trump alla Casa Bianca una domanda “sui suoi recenti scambi di battute” con Leone e su quale messaggio vorrebbe che il segretario di Stato Marco Rubio trasmettesse nell’incontro di domani con il pontefice. “E’ sembrato dire che potessero averla, mentre io affermo che non possono, perché se ciò accadesse, il mondo intero ne rimarrebbe ostaggio, e noi non permetteremo che ciò accada. Questo è il mio unico messaggio”, ha aggiunto.
21:38
Trump: ‘Colloqui positivi con l’Iran, molto possibile un accordo’
L’accordo con l’Iran per chiudere in via definita la guerra all’Iran è “molto possibile” a seguito dei “colloqui molto positivi” svoltisi nell’ultimo giorno. Il presidente Usa Donald Trump, parlando alla Casa Bianca, ha detto che “abbiamo avuto colloqui molto positivi nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che possa essere raggiunto un accordo”. Il tycoon ha negato che Teheran abbia rigettato la proposta Usa, rispondendo a una domanda sul tema: “Perchè mi dite che hanno rifiutato? Non lo sapete, non sapete cosa sta accadendo”.
20:15
Gli Usa: ‘Neutralizzata petroliera iraniana che forzava il blocco dei porti’
L’esercito statunitense ha annunciato di aver aperto il fuoco contro una petroliera battente bandiera iraniana che tentava di forzare il blocco dei porti iraniani imposto da Washington, al fine di “neutralizzarne il timone”. “Le forze statunitensi operanti nel Golfo hanno fatto rispettare le misure di blocco neutralizzando una petroliera battente bandiera iraniana senza carico che stava tentando di dirigersi verso un porto iraniano mercoledì alle 9:00 ora di Washington”, ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X.
19:11
Netanyahu: ‘Pienamente coordinati con Usa’
‘C’è pieno coordinamento con gli Usa e il presidente Trump, non ci sono sorprese. Condividiamo obiettivi comuni, e l’obiettivo più importante è rimuovere dall’Iran tutto l’uranio arricchito e smantellare le capacità di arricchimento dell’Iran”. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in apertura della riunione del gabinetto di sicurezza questa sera. ”Il Presidente Trump crede di poter raggiungere questo obiettivo, in un modo o nell’altro. Noi rimaniamo preparati per qualsiasi scenario, e questa è la mia direttiva alle nostre forze di sicurezza. Israele è più forte che mai, l’Iran e i suoi alleati sono più deboli che mai”, ha aggiunto Netanyahu, come comunicato dall’ufficio del premier in una nota
18:46
Il Wsj: ‘Usa e Iran vicini a riavvio colloqui, la prossima settimana a Islamabad’
Stati Uniti e Iran più vicini a una proposta per far ripartire i colloqui che potrebbero iniziare la prossima settimana a Islamabad. Lo riporta il Wall Street Journal, in base a fonti vicine al dossier.
17:49
Ghalibaf: ‘Washington cerca la resa di Teheran con una nuova strategia’
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che Washington sta cercando di ottenere la “resa” di Teheran attraverso una “nuova strategia” volta a “distruggere la coesione del Paese”. “Il nemico, nella sua nuova strategia, cerca, attraverso un blocco navale, pressioni economiche e manipolazione dei media, di distruggere la coesione del Paese per costringerci alla resa”, ha affermato Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, in un messaggio vocale pubblicato sul suo canale Telegram ufficiale.
17:25
Trump: ‘La firma dell’intesa con l’Iran entro la prossima settimana’
Donald Trump ha ipotizzato che gli Usa e l’Iran possano firmare l’accordo prima del suo viaggio in Cina, previsto per il 14 e 15 maggio. “È possibile, sì”, ha affermato in un’intervista a Pbs.
18:08
Media: ‘La portaerei americana Uss Ford lascia il Mediterraneo’
La portaerei americana Uss Gerald Ford ha lasciato il Mediterraneo, riducendo la capacità militari degli Stati Uniti in Medio Oriente sullo sfondo della fragile tregua con l’Iran. La Ford, la più recente degli Stati Uniti, dovrebbe tornare a Norfolk, il suo porto di base in Virginia, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e dal Washington Post. L’unità più avanzata della Marina Usa è rimasta in mare per oltre dieci mesi, il più lungo dispiegamento di una portaerei statunitense dalla fine della Guerra Fredda, secondo l’Us Naval Institute.
Circa venti navi da guerra statunitensi, tra cui le portaerei Uss Abraham Lincoln e Uss George Bush, rimangono dispiegate nella regionez, in attesa degli sviluppi negoziali tra Usa e Iran per un accordo di pace. Prima raggiungere il Medio Oriente, la Ford ha contribuito alle operazioni americane nei Caraibi, dove Washington ha condotto un’intensa campagna aerea contro navi sospettate di essere coinvolte nel traffico di droga, ha sequestrato petroliere soggette a sanzioni e, soprattutto, ha promosso il blitz che portato a inizio anno alla cattura e al trasferimento degli Usa dell’ex presidente venezuelano Nicolas Maduro.
La nave è stata riassegnata al Medio Oriente dal presidente Donald Trump a metà febbraio. Mentre alla fine di marzo, ha dovuto rimediare a un incendio scoppiato nella lavanderia principale, avendo affrontato inoltre anche problemi seri con i servizi igienici, in base a quanto riportato dai media Usa, tra scarichi intasati e lunghe code ai bagni.
16:55
Media: ‘Netanyahu avrà oggi colloqui con gli Usa’
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu terrà colloqui con funzionari dell’amministrazione Trump per comprendere meglio gli ultimi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, secondo quanto riportato dalla Cnn, che cita una fonte israeliana a conoscenza dei dettagli. Secondo quanto riportato, Netanyahu sta cercando aggiornamenti sullo stato dei negoziati e vuole capire quali siano le proposte attualmente sul tavolo. Israele è preoccupato per possibili concessioni dell’ultimo minuto da parte degli Stati Uniti, volte a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran, aggiunge il rapporto citando la fonte.
16:00
La portaerei francese Charles-de-Gaulle si posiziona per missione a Hormuz
La portaerei francese, Charles-de-Gaulle, e la sua scorta, passano oggi il Canale di Suez per preposizionarsi nella regione del Golfo nel caso di avvio di una missione, promossa da Londra e Parigi, allo scopo di ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato il ministero delle Forze armate a Parigi. Per l’Eliseo, si tratta del “segnale” che la coalizione è “pronta” e “capace” di garantire la “sicurezza” nello Stretto di Hormuz.
15:46
Media Iran: ‘Alcune parti della proposta Usa sono inaccettabili’
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito, citando una “fonte ben informata”, che “la proposta degli americani contiene diverse clausole inaccettabili”. Lo riporta Ynet. Ebrahim Rezaei, portavoce della commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del parlamento iraniano, ha definito su X i punti indicati nel memorandum, svelato da Axios, una “lista dei desideri americana [e] non una realtà”.
16:15
Israele: ‘Non sapevano Usa vicini a accordo, ci stavamo preparando a escalation’
Israele non era a conoscenza del fatto che Donald Trump fosse vicino a raggiungere un accordo con l’Iran per porre fine ai combattimenti e riaprire lo Stretto di Hormuz: lo ha dichiarato un funzionario israeliano alla radio dell’esercito, ripreso dal Times of Israel. “Ci stavamo preparando a un’escalation”, afferma il funzionario.
13:59
Trump: ‘Se l’Iran accetta l’accordo, Hormuz sarà riaperto a tutti’
Il presidente Donald Trump ha affermato che lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto a tutte le navi, comprese quelle iraniane, se Teheran accetterà i termini attualmente in discussione con Washington. “Supponendo che l’Iran accetti di dare quanto concordato, il che è forse un’ipotesi azzardata, la già leggendaria Epic Fury giungerà al termine”, ha dichiarato Trump su Truth. Il presidente Usa ha però avvertito che se l’Iran non accetterà l’intesa, “inizieranno i bombardamenti”, aggiungendo che l’azione militare sarà condotta “a un livello e con un’intensità molto maggiori rispetto a prima”.
13:14
Pasdaran: ‘Sarà possibile il transito sicuro a Hormuz con la fine delle minacce’
La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato che il transito sicuro attraverso lo stretto di Hormuz sarà garantito con la fine delle minacce statunitensi e l’introduzione di nuove procedure. Lo riportano i media statali, citati da Reuters, nella prima reazione dell’Iran alla sospensione delle operazioni statunitensi volte ad aiutare le navi bloccate ad attraversare lo stretto.
11:26
Axios: ‘Usa e Iran vicini a un memorandum, attesa risposta Teheran in 48 ore’
La Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa di una sola pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. Lo scrive Axios. Gli Stati Uniti si aspettano risposte dall’Iran su diversi punti chiave nelle prossime 48 ore. L’accordo prevederebbe l’impegno dell’Iran a una moratoria sull’arricchimento nucleare, l’accordo degli Stati Uniti a revocare le sanzioni e a sbloccare miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, e la revoca da parte di entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
09:50
Onu: ‘Israele rilasci immediatamente gli attivisti Flottilla Abukeshek e Avila’
“Israele deve rilasciare immediatamente e senza condizioni Saif Abukeshek e Thiago de Avila, membri della Global Sumud Flotilla”: lo chiede il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan. “Non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno”, sottolinea il portavoce in un commento reso noto a Ginevra. I due attivisti “continuano a essere trattenuti senza accusa”. Il portavoce cita gli “inquietanti” resoconti di gravi maltrattamenti subiti da Abukeshek e de Avila, abusi che “devono essere indagati”.
09:14
Nave francese colpita nello Stretto, equipaggio ferito. Macron: ‘Ad Hormuz in nessun caso è stata presa di mira la Francia’
Una nave portacontainer della Cma Cgm è stata “bersaglio di un attacco” nello Stretto di Hormuz, come confermato dalla compagnia di navigazione francese. Lo riportano i media internazionale. Secondo Al-Jazeera e altri media si tratterebbe della nave ‘San Antonio’. La compagnia ha aggiunto che l’attacco ha provocato feriti tra i membri dell’equipaggio e danni alla nave. I membri dell’equipaggio feriti sono stati evacuati e stanno ricevendo assistenza medica: stando all’agenzia turca Anadolu, si tratterebbe di cittadini filippini.
“Israele deve rilasciare immediatamente e senza condizioni Saif Abukeshek e Thiago de Avila, membri della Global Sumud Flotilla”: lo chiede il portavoce dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani, Thameen Al-Kheetan. “Non è un crimine mostrare solidarietà e tentare di portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, che ne ha un disperato bisogno”, sottolinea il portavoce in un commento reso noto a Ginevra. I due attivisti “continuano a essere trattenuti senza accusa”. Il portavoce cita gli “inquietanti” resoconti di gravi maltrattamenti subiti da Abukeshek e de Avila, abusi che “devono essere indagati”.
“In nessun caso è stata presa di mira la Francia”: lo ha detto questa mattina il presidente francese, Emmanuel Macron, ai componenti del governo riuniti per il Consiglio dei ministri, intervenendo sulla nave portacontainer francese colpita nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito la portavoce del governo.
09:49
Pechino: ‘Cessazione immediata delle ostilità in Iran è di estrema urgenza’
La Cina ha affermato che una cessazione completa delle ostilità è di “estrema urgenza” e che la prosecuzione dei negoziati rimane “di fondamentale importanza”, dopo l’incontro a Pechino tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il massimo diplomatico cinese Wang Yi.Lo riportano i media internazionali. Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che Wang ha detto ad Araghchi che la Cina è “un partner strategico affidabile dell’Iran” e ha espresso la speranza che le parti coinvolte rispondano agli appelli internazionali per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz.
09:00
L’Idf ordina l’evacuazione per 12 villaggi nel Libano meridionale
Le forze armate israeliane hanno ordinato agli abitanti di evacuare le proprie case in 12 villaggi e città del Libano meridionale. Agli abitanti è stato ordinato di allontanarsi di almeno un chilometro dalle proprie abitazioni. Lo scrive Al-Jazeera. L’Idf afferma inoltre di aver colpito siti legati a Hezbollah nel Libano meridionale, uccidendo diversi combattenti e prendendo di mira quelle che ha definito infrastrutture militari. Ha aggiunto che i jet israeliani hanno colpito “diversi edifici” mentre i combattenti di Hezbollah “operavano al loro interno”. Secondo l’esercito, circa “25 obiettivi dell’organizzazione terroristica Hezbollah” sono stati colpiti nelle ultime 24 ore, tra cui un deposito di armi e “ulteriori infrastrutture terroristiche”. L’esercito ha anche riferito di aver intercettato un “obiettivo aereo sospetto” e ha affermato che Hezbollah ha lanciato razzi, droni esplosivi e mortai, senza “nessuna vittima tra le nostre forze”.
08:21
Araghchi a Wang: ‘Accetteremo solo un accordo equo e completo’
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che “l’Iran accetterà solo un accordo equo e completo” con gli Stati Uniti, durante un colloquio a Pechino con l’omologo cinese Wang Yi. “La guerra scatenata contro di noi è un chiaro atto di aggressione e una palese violazione del diritto internazionale. Faremo del nostro meglio per proteggere i nostri legittimi diritti e interessi nei negoziati”, ha aggiunto il capo della diplomazia di Teheran. Secondo quanto riferisce l’agenzia iraniana Isna, Wang Yi ha definito “illegittima” la guerra da parte di Stati Uniti e Israele, aggiungendo che sono “necessari incontri diretti tra le due parti”. La Cina è pronta a continuare a lavorare “per ridurre l’intensità delle tensioni”, ha detto Wang Yi, sottolineando che “stabilire un cessate il fuoco completo è necessario e inevitabile”.
07:19
Trump annuncia una breve sospensione del Project Freedom a Hormuz
Donald Trump sospende il Project Freedom. “Su richiesta del Pakistan e di altri Paesi, in considerazione del formidabile successo militare conseguito durante la campagna contro l’Iran e, inoltre, del fatto che sono stati compiuti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani, abbiamo concordato reciprocamente che, pur rimanendo il blocco pienamente in vigore ed efficace, il Project Freedom (il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo, al fine di verificare se l’accordo possa essere finalizzato e sottoscritto”. Lo scrive il presidente Usa su Truth.
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