Putin chiama Trump: ‘Dare una chance ai negoziati con l’Iran’

    8

    Washington e Mosca tornano a parlarsi. Dopo un mese e mezzo di silenzio, Donald Trump e Vladimir Putin hanno avuto una conversazione telefonica di “un’ora e mezza” in cui si è discusso di Iran e Ucraina, due partite sempre più incrociate.


    L’iniziativa è stata del Cremlino e cade pochi giorni dopo l’incontro a San Pietroburgo tra il presidente russo e il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi. Putin ha lodato quella che ha definito “la saggia decisione” di Trump di estendere il cessate il fuoco che può contribuire a “stabilizzare la situazione” in Medio Oriente e “dare una chance ai negoziati” che al momento appaiono in una fase di completo stallo. Lo zar, rilanciando la disponibilità di Mosca a mediare per la pace, ha quindi offerto a Washington idee e suggerimenti su come risolvere innanzitutto la questione del nucleare iraniano, forte proprio del suo recente faccia a faccia con Araghchi ma anche del messaggio ricevuto dalla Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, la scorsa settimana. E nelle ore in cui la tensione tra Washington e Teheran sembra tornare a salire, Putin ha messo ancora una volta in chiaro col presidente Usa che “condurre un’operazione di terra in Iran sarebbe inaccettabile e pericolosa” e comporterebbe “gravissime conseguenze per l’intera comunità internazionale”.


    Lo zar si è poi detto pronto a una tregua con Kiev per il Giorno della Vittoria, il 9 maggio, con Trump che ha insistito nel sostenere che l’accordo sull’Ucraina è vicino. Finora però nessuna schiarita appare all’orizzonte sia sul fronte ucraino che su quello iraniano.
    In quest’ultimo caso Trump non sembra per nulla intenzionato a mollare: vuole mettere l’Iran all’angolo e costringerlo a capitolare. Dopo aver respinto l’offerta per riaprire lo Stretto di Hormuz, il presidente ha confermato che tirerà dritto sul blocco per tutto il tempo che sarà necessario. E se Teheran non dovesse cedere, sono già pronti – riporta Axios – piani per un’ondata di attacchi “breve e potente” nella speranza di sbloccare lo stallo nei negoziati. Per mostrare di fare sul serio il commander-in-chief ha pubblicato su Truth un’immagine creata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae mentre impugna un mitra in piedi di fronte a una catena montuosa sconvolta dalle esplosioni: il regime deve “darsi una regolata”.
    La risposta dell’Iran non si è fatta attendere, con la minaccia di intraprendere presto “azioni militari concrete e senza precedenti” se il blocco Usa dei porti iraniani non verrà rimosso.
    E con la tensione che torna alle stelle schizzano le quotazioni del petrolio, con il Brent che vola a un passo dai 120 dollari al barile e il Wti che sale di quasi il 6%. Una corsa che, secondo gli analisti, continuerà visto che la prospettiva di una riapertura dello Stretto si allontana. Per mitigare gli effetti del caro-greggio sugli americani in vista delle elezioni di metà mandato, Trump ha incontrato alla Casa Bianca i vertici delle maggiori società petrolifere americane per valutare insieme misure ad hoc per calmierare i prezzi della benzina, salita ai massimi dell’anno a 4,23 dollari al gallone (circa 3,8 litri). Poi ha definito “fantastica” l’uscita degli Emirati dall’Opec.
    Se l’Iran cederà e quanto tempo ci vorrà non è chiaro. E il tempo non è al momento dalla parte di Trump: il primo maggio sono 60 giorni dall’inizio della guerra, e se il presidente non chiederà l’autorizzazione al Congresso i democratici sono pronti a fargli causa. Nel corso della sua prima audizione in Congresso da quando è iniziata la guerra, il capo del Pentagono, Pete Hegseth, non ha risposto ai democratici che lo incalzavano su quanto durerà ancora la guerra. Difendendo a spada tratta l’operazione Epic Fury, Hegseth ha riferito che finora la campagna in Iran è costata 25 miliardi di dollari senza però sbilanciarsi su quale potrebbe essere il conto finale da pagare per i contribuenti. “Quanto vale garantire che l’Iran non ottenga mai l’arma nucleare?”, ha risposto in tono di sfida bollando i liberal come “anti-americani”.
     

    Riproduzione riservata © Copyright ANSA