Nominati cinque nuovi sottosegretari, resta il nodo Consob

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    Squadra al completo ed equilibri di maggioranza preservati, con il ‘sacrificio’ di FdI che ha ceduto una casella a Forza Italia. Giorgia Meloni chiude il riassetto del governo dopo la debacle referendaria e nomina cinque nuovi sottosegretari ma resta apertissima la partita della Consob. Che bisogna risolvere “a brevissimo”, insieme “all’Antitrust che scade il 4 maggio”, avverte il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che usa il superlativo “bravissimo” per il suo sottosegretario, Federico Freni.

    E’ il nome che la Lega spinge da mesi, e su cui continua a insistere. Tanto che c’è chi si sbilancia già a ipotizzare che per lui si possano aprire le porte del Garante per la concorrenza e il mercato anziché quella dell’autority che vigila sulla Borsa. Alla guida dell’Antitrust è in uscita Roberto Rustichelli, nominato ai tempi del governo gialloverde proprio in quota Lega, ricordano dal Movimento 5 Stelle. E se alla fine al partito di Matteo Salvini fosse confermata la presidenza di quell’autority, per la Consob resterebbe in pista Federico Cornelli, su cui Forza Italia non avrebbe nulla da ridire. E’ stato proprio il partito di Antonio Tajani, a gennaio, a lanciare un altolà sul nome di Freni, che avrebbe tra l’altro un conflitto di interessi per le deleghe che gli sono state affidate al Mef e soprattutto per essere stato l’estensore della riforma del Testo unico della Finanza. Al momento non ci sarebbero decisioni prese ma anche a Palazzo Chigi sarebbe in corso una riflessione più approfondita su una candidatura che inizialmente non aveva incontrato particolari ostacoli in casa di FdI. Intanto, almeno la ricomposizione del governo rimasto con cinque caselle scoperte dopo il passo indietro di Andrea Delmastro e la promozione a ministro del Turismo di Gianmarco Mazzi al posto di Daniela Santanché, si è conclusa.

    Nel decidere i nuovi ingressi Meloni ha tenuto conto dei movimenti interni a Forza Italia, strascichi del referendum, e ha lasciato a Paolo Barelli (che diventa alla fine sottosegretario e non, come si era pure ipotizzato, viceministro) uno dei posti che nel 2022 erano spettati al suo partito. Da FdI arrivano quindi due nomi tenuti coperti fino all’ultimo: il vicesindaco di Palermo Giampiero Cannella, che andrà alla Cultura, e Alberto Balboni, che prenderà il posto di Delmastro alla Giustizia. Cannella era il primo dei non eletti di FdI nel suo collegio in Sicilia alle ultime politiche. Balboni lascia invece scoperta la – preziosa – presidenza della commissione Affari costituzionali del Senato. L’ipotesi che circola con più forza è quella che al suo posto vada uno dei componenti della commissione del partito della premier, il senatore Andrea De Priamo. Ma De Priamo attualmente è presidente della commissione Orlandi, e nel caso bisognerebbe trovare un ulteriore sostituto (si parla di Giorgio Salvitti). Anche se c’è chi non esclude che si possa valutare la possibilità di lasciargli la doppia presidenza, anche se si starebbero ancora studiando i regolamenti. Niente sorprese, invece, per le altre new entry: per Noi Moderati arriva alla Farnesina, al posto di Giorgio Silli, Massimo Dell’Utri, che era dato per favorito alla vigilia rispetto all’altro nome circolato, quello di Pino Galati. La Lega sostituisce invece Massimo Bitonci, che ha lasciato il Mimit per diventare assessore nella giunta di Alberto Stefani, con un’altra veneta, la senatrice Mara Bizzotto.

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