Trump: ‘Sto considerando seriamente il ritiro dalla Nato’ – LIVE

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    Punti chiave

    IL PUNTO

    Annuncio shock di Trump dopo settimane di attacchi agli alleati. ‘Sto considerando seriamente il ritiro dalla Nato, oramai è una tigre di carta’, dice il presidente Usa in un’intervista al Telegraph, nella quale torna a criticare la riluttanza degli europei ad intervenire in Iran. ‘L’Ucraina non era un nostro problema eppure noi ci siamo stati per loro, ma loro non ci sono stati per noi’, aggiunge il tycoon in riferimento ai Paesi alleati. Il premier britannico Starmer e l’Ue difendono la Nato. Fonti dell’Alleanza predicano ‘calma’ e osservano che Trump non è nuovo a quelle che vengono definite ‘provocazioni’. Londra intanto annuncia che ospiterà in settimana un vertice con circa 30 Paesi dedicato alla sicurezza dello Stretto di Hormuz.

    17:37

    La coalizione di Hormuz punta a piano concreto quando possibile

    La coalizione dei Paesi che intendono impegnarsi per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz si riuniranno domani per discutere – a quanto si apprende – “un piano concreto” per la riapertura dello Stretto “quando le circostanze lo consentiranno”. A coordinare sarà il ministero degli Esteri britannico, che riunirà i Paesi della coalizione, incluso quelli che hanno firmato la dichiarazione (in origine sottoscritta da Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Olanda e Giappone). A questo primo incontro seguiranno “riunioni tecniche” per definire i dettagli.

    17:21

    Italia e altri 14 Paesi europei, ‘stop alle azioni militari in Libano’

    “Siamo sconvolti dalla drammatica situazione in Libano, dove si contano già 1,2 milioni di sfollati interni, pari a circa il 25% della popolazione totale. Le operazioni militari israeliane in Libano e gli attacchi di Hezbollah devono cessare.

    Esortiamo Israele a rispettare pienamente la sovranità e l’integrità territoriale del Libano e invitiamo tutte le parti, sia Hezbollah che Israele, a sospendere le azioni militari”. E’ quanto dichiarano in una dichiarazione congiunta i ministri di Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Islanda, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, San Marino, Spagna e Svezia.

    16:58

    Teheran, falso e infondato che l’Iran abbia chiesto un cessate il fuoco

    Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che l’affermazione del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Teheran avrebbe richiesto un cessate il fuoco, è falsa e infondata. Lo riportano i media iraniani citando la televisione di Stato dell’Iran.

    16:57

    ‘Trattative in corso Usa-Iran per cessate il fuoco in cambio apertura Hormuz’

    Sono in corso trattative fra gli Stati Uniti e l’Iran su un cessate il fuoco in cambio dell’apertura dello Streetto di Hormuz. Lo riporta Axios citando tre fonti americane, secondo le quali non è ancora chiaro se un accordo può essere raggiunto.

    15:47

    Iran ribadisce, lo stretto di Hormuz resterà chiuso ai ‘nemici’

    Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno ribadito che lo stretto di Hormuz rimarrà chiuso ai “nemici” del Paese. Lo hanno affermato in una dichiarazione trasmessa dalla TV di Stato. “La situazione nello Stretto di Hormuz è saldamente e pienamente sotto il controllo delle nostre forze navali”. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato che prenderebbe in considerazione un cessate il fuoco solo con l’apertura di Hormuz.

    14:50

    Trump, l’Iran ci ha chiesto un cessate il fuoco

    Donald Trump ha annunciato su Truth che l’Iran ha chiesto agli Usa “un cessate il fuoco”. “Ci penseremo quando lo stretto di Hormuz sarà aperto e libero”, ha detto il tycoon aggiungendo che nel frattempo gli attacchi continuano.

    14:05

    Axios: ‘I messaggi contrastanti di Trump lasciano perplessi anche i suoi consiglieri’

    I messaggi contrastanti di Donald Trump sull’Iran lasciano perplessi anche i suoi consiglieri, molti dei quali ritengono che il presidente improvvisi piuttosto che seguire un piano chiaro. “Nessuno sa cosa stia realmente pensando”, hanno ammesso alcuni consiglieri del presidente con Axios. A Trump, spiegano, piace tenere tutte le opzioni aperte in modo da poter capitalizzare su una di queste non appena intravede l’occasione. “C’era un piano per la prima settimana ma da quel momento in poi si sta improvvisando” in Iran, ha aggiunto un ex funzionario americano.

    14:02

    Fonti Nato: ‘Manteniamo la calma, da Trump spesso provocazioni’

    Alla Nato al momento vige una parola d’ordine: “Mantenere la calma”. E’ quanto confidano fonti alleate interpellate dall’ANSA. Il presidente Donald Trump non è infatti nuovo a quelle che vengono definite “provocazioni” e, in un certo senso, la Nato ha sviluppato in questi ultimi mesi una sorta di tolleranza alle dichiarazioni forti. L’attitudine è di guardare ai fatti e, si sottolinea, sia l’opinione pubblica americana sia il congresso sono, in maggioranza, “favorevoli” all’alleanza transatlantica.

    13:25

    L’Ue: ‘Impegnati nella sicurezza transatlantica, la Nato è fondamentale’

    “In termini di sicurezza e difesa, ovviamente siamo impegnati a mantenere un forte legame transatlantico, che rimane cruciale per la nostra sicurezza. Insieme siamo più forti, e in questo la Nato è fondamentale”. Lo spiega un portavoce della Commissione Ue nel corso del briefing con la stampa, rispondendo ad una domanda sulla minaccia di Donald Trump di ritirarsi dalla Nato.

    13:00

    Starmer insiste, Londra non sceglierà fra Usa ed Europa

    Il Regno Unito non intende “scegliere” fra la storica special relationship con gli Usa e l’alleanza con i partner europei. Lo ha ribadito oggi il premier britannico Keir Staremer, a margine dell’intervento in diretta tv da Downing Street con cui ha aggiornato la nazione sui contraccolpi della guerra in Medio Oriente innescata dall’attacco di un mese fa di Usa e Israele all’Iran. Rispondendo ad alcune domande dei giornalisti che lo sollecitavano su questo tema (e sul contestato via libera del suo governo alla visita di Stato a fine aprile di re Carlo III negli Usa, confermata a dispetto delle polemiche sollevate contro Londra da Donald Trump), ha evitato qualunque riferimento diretto alle accuse del presidente americano, limitandosi a dire che il suo governo continua a ritenere vitale “per l’interesse nazionale” del Regno avere “una forte relazione sia con gli Usa sia con l’Europa”. Quindi è essere tornato a difendere la Nato, presa di mira da Trump. E infine ha ribadito il ruolo solo “difensivo” attribuito al suo Paese nello scenario del conflitto mediorientale e il suo no a un coinvolgimento militare diretto contro l’Iran (al di là degli sforzi per creare una coalizione allargata impegnata a favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz dopo un cessate il fuoco); non senza rimarcare ancora una volta il peso dei contraccolpi “energetici ed economici” destinati nelle sue parole a continuare a colpire anche l’isola per un periodo di tempo non breve.

    12:47

    Idf, ‘responsabile Hezbollah per sud Libano ucciso in un raid a Beirut’

    Il comandante del Fronte Meridionale di Hezbollah, responsabile delle attività militari del gruppo nel Libano meridionale, Hajj Yusuf Ismail Hashem, è stato ucciso ieri in un attacco della Marina israeliana a Beirut. Lo ha annunciato l’Idf, secondo quanto riportato dal Times of Israel. Secondo una fonte della sicurezza libanese e una fonte di Hezbollah, citate dall’Afp, Hashem era “il capo militare del dossier Iraq”. Hashem era un “comandante di alto rango con oltre 40 anni di esperienza e una figura centrale nell’organizzazione terroristica”, afferma l’esercito israeliano.

    12:26

    Starmer, questa settimana un vertice in Gb con circa 30 Paesi su Hormuz

    Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito ospiterà questa settimana un vertice multinazionale con circa 30 Paesi dedicato alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. L’iniziativa punta a coordinare la protezione delle rotte commerciali globali a fronte del conflitto in Medio Oriente, ha sottolineato il premier in un intervento a Downing Street.  Il primo ministro ha precisato che Londra ha raccolto finora l’adesione di 35 nazioni alla dichiarazione d’intenti, che aveva visto l’Italia fra i primi sei Paesi ad aderire, per fare fronte comune rispetto alla necessità di garantire il transito navale nello Stretto di Hormuz. Il vertice sarà presieduto dalla ministra degli Esteri, Yvette Cooper, come indicato sempre da Starmer. A seguito dell’incontro, i responsabili militari si riuniranno per “esaminare come schierare le nostre capacità e rendere lo Stretto accessibile e sicuro una volta terminate le ostilità”, ha spiegato sir Keir, ribadendo l’impegno a una mobilitazione solo quando le armi avranno taciuto nel Golfo. E ancora: “Devo essere onesto con le persone su questo punto, non sarà facile”.

    11:54

    Starmer difende Nato da accuse Trump, ‘è l’alleanza militare più efficace’

      Il premier britannico Keir Starmer ha definito la Nato come l’alleanza militare “più efficace al mondo”. La sua dichiarazione rappresenta una risposta alle dure accuse del presidente americano Donald Trump agli alleati europei rispetto al mancato o ridotto sostegno nella guerra contro l’Iran.  

    11:43

    Starmer, questa settimana un vertice in Gb con circa 30 Paesi su Hormuz

    Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato che il Regno Unito ospiterà questa settimana un vertice multinazionale con circa 30 Paesi dedicato alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. L’iniziativa punta a coordinare la protezione delle rotte commerciali globali a fronte del conflitto in Medio Oriente, ha sottolineato il premier in un intervento a Downing Street. 

    11:36

    Media Iraq, drone colpisce magazzino di petrolio della Castrol a Erbil

    A seguito di un attacco di droni, un vasto incendio è divampato oggi nei magazzini petroliferi della Castrol, di proprietà della britannica British Petroleum, a Erbil, in Iraq. Lo riporta l’agenzia di stampa irachena Shafaq rilanciata da Sky News. Una fonte aziendale ha dichiarato all’agenzia di stampa che un drone è precipitato all’interno della struttura, causando ingenti danni e innescando un incendio che ha avvolto grandi quantità di petrolio. Nessun membro del personale del sito è rimasto ferito nell’attacco, ha affermato la fonte. Filmati condivisi sui social media mostrano il tetto di un magazzino a Erbil distrutto da fiamme alte e denso fumo.

    11:34

    Trump, ‘sto considerando seriamente il ritiro dalla Nato’

      Donald Trump sta considerando seriamente il ritiro degli Usa dalla Nato: lo ha detto lo stesso presidente statunitense in un’intervista al Telegraph, definendo l’Alleanza “una tigre di carta” .   “Non sono mai stato convinto dalla Nato. Ho sempre saputo che erano una tigre di carta, e anche Vladimir Putin lo sa, tra l’altro”, ha sostenuto Trump a domanda del Telegraph su se avrebbe riconsiderato l’appartenenza degli Usa all’Alleanza atlantica dopo il conflitto in corso con l’Iran. Il presidente Usa ha parlato anche della riluttanza di altri membri della Nato rispetto all’eventualità di intervenire per garantire la riapertura dello Stretto di Hormuz, sostanzialmente chiuso nell’ultimo mese e cruciale per il trasporto del petrolio estratto nell’area del Golfo. “Oltre a non esserci stati, è stato davvero difficile da credere. E non è che abbia fatto una grande campagna di persuasione. Ho solo detto: ‘Ehi’, non ho insistito troppo. Penso solo che dovrebbe essere automatico”, ha commentato il tycoon, ricordando che gli Usa sono “stati automaticamente presenti” per questioni come quella ucraina. “L’Ucraina non era un nostro problema. Era un test, e noi ci siamo stati per loro, e ci saremmo sempre stati. Ma loro non ci sono stati per noi”, ha aggiunto in riferimento ai Paesi alleati. Nel riferirsi specificamente al Regno Unito, Trump ha ribadito al Telegraph le critiche al premier britannico Keir Starmer per aver respinto l’idea di una partecipazione diretta alla guerra israelo-statunitense contro l’Iran, suggerendo che la Royal Navy non sia all’altezza del compito. “Non avete nemmeno una Marina. Siete troppo vecchi e con portaerei che neanche funzionavano”, ha sostenuto.

    10:50

    Doha, missile iraniano colpisce petroliera di QatarEnergy

    Il ministero della Difesa del Qatar ha riferito che una petroliera noleggiata dalla compagnia QatarEnergy è stata colpita da un missile iraniano nelle acque territoriali del Qatar. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito, il Qatar è stato preso di mira da tre missili dall’Iran, due dei quali sono stati intercettati, mentre il terzo ha colpito la petroliera Aqua 1, senza causare vittime. L’imbarcazione, situata a 31 chilometri a nord del polo industriale di Ras Laffan, ha riportato danni al di sopra della linea di galleggiamento, ma non si sono registrati impatti ambientali.

    09:46

    Houthi rivendicano attacco contro Israele ‘assieme a Iran ed Hezbollah’

      Gli Houthi yemeniti hanno rivendicato un attacco missilistico contro Israele, affermando di averlo condotto congiuntamente con il loro alleato Iran e il gruppo libanese Hezbollah: il terzo attacco di questo tipo da parte degli Houthi da quando sono entrati nella guerra in Medio Oriente.
    Gli Houthi “hanno condotto la terza operazione militare…
    prendendo di mira obiettivi nemici israeliani sensibili… con una raffica di missili balistici”, ha dichiarato il portavoce militare Yahya Saree in una dichiarazione video. “Questa operazione è stata condotta congiuntamente con i nostri fratelli mujahidin in Iran e Hezbollah in Libano”, ha aggiunto.

    09:05

    Messaggio di Mojtaba Khamenei a Hezbollah, ‘vi sosteniamo pienamente’

    La Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, in un messaggio al segretario generale di Hezbollah libanese Sheikh Naim Qassem, ha promesso di continuare a sostenere il gruppo appoggiato dall’Iran contro Stati Uniti e Israele. “L’Iran sosterrà con tutto il cuore il movimento di resistenza”, aggiungeva il messaggio, secondo quanto riportato da Mehr.

    08:44

    Media Iran, ‘colpita l’ex ambasciata Usa a Teheran’

    I media iraniani hanno riferito che l’ex edificio dell’ambasciata statunitense a Teheran è stato preso di mira in un attacco nelle prime ore di stamattina, affermando che gli Stati Uniti avrebbero colpito la struttura. Lo riporta Iran International. Secondo le testimonianze citate dai media, il lato est del complesso, all’incrocio tra le vie Taleghani e Mofatteh Sud, è stato danneggiato. Le autorità non hanno ancora rilasciato dettagli sull’attacco né sull’entità dei danni. L’ex ambasciata statunitense era stata trasformata in un museo dopo essere stata occupata nel novembre del 1979 ed è da allora in gran parte controllata da istituzioni legate alle Guardie Rivoluzionarie e ai Basij. 

    08:39

    Iran International, ‘Pezeshkian in stallo, decidono tutto i pasdaran’

    Le crescenti tensioni tra l’amministrazione Pezeshkian e la leadership militare iraniana hanno spinto il presidente in una “completa situazione di stallo politico”, con le Guardie Rivoluzionarie che di fatto hanno assunto il controllo di funzioni statali chiave. E’ quanto riferito a Iran International da fonti informate, secondo le quali inoltre il presidente avrebbe richiesto un incontro, negatogli, con la guida suprema Mojtaba Khamenei. Ma anche nella cerchia ristretta del nuovo leader religioso ci sarebbero forti tensioni. Secondo Iran International, le Guardie Rivoluzionarie hanno bloccato le nomine e le decisioni presidenziali, erigendo un perimetro di sicurezza attorno al centro del potere e di fatto emarginando il governo dal controllo esecutivo. I tentativi di Pezeshkian di nominare un nuovo ministro dell’intelligence giovedì scorso sono falliti sotto la pressione diretta del comandante in capo delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, secondo quanto riferito a Iran International da fonti a conoscenza della situazione. Tutti i candidati proposti, incluso Hossein Dehghan, sono stati respinti. Si dice che Vahidi abbia insistito sul fatto che, date le condizioni di guerra, tutte le posizioni di leadership critiche e sensibili debbano essere selezionate e gestite direttamente dalle Guardie Rivoluzionarie fino a nuovo ordine. Nel sistema politico iraniano tradizionalmente i presidenti nominano i ministri dell’intelligence solo dopo aver ottenuto l’approvazione della Guida Suprema, che detiene l’autorità ultima sui principali portafogli della sicurezza. Tuttavia, con le condizioni e la posizione della Guida Suprema Mojtaba Khamenei incerte nelle ultime settimane, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) sta di fatto impedendo al presidente di promuovere il proprio candidato preferito, consolidando ulteriormente la propria presa sull’apparato di sicurezza statale.

    08:38

    Media Iran, ‘colpita l’ex ambasciata Usa a Teheran’

     I media iraniani hanno riferito che l’ex edificio dell’ambasciata statunitense a Teheran è stato preso di mira in un attacco nelle prime ore di stamattina, affermando che gli Stati Uniti avrebbero colpito la struttura. Lo riporta Iran International. Secondo le testimonianze citate dai media, il lato est del complesso, all’incrocio tra le vie Taleghani e Mofatteh Sud, è stato danneggiato. Le autorità non hanno ancora rilasciato dettagli sull’attacco né sull’entità dei danni. L’ex ambasciata statunitense era stata trasformata in un museo dopo essere stata occupata nel novembre del 1979 ed è da allora in gran parte controllata da istituzioni legate alle Guardie Rivoluzionarie e ai Basij. Secondo quanto riporta la Afp, attacchi aerei avvenuti nelle prime ore di oggi hanno colpito la zona vicino all’ex ambasciata statunitense a Teheran, danneggiando alcune pareti dell’edificio. Altre immagini diffuse dall’agenzia di stampa Mehr mostrano le conseguenze degli attacchi nel centro di Teheran, con negozi danneggiati, finestre distrutte e detriti sparsi nella zona circostante l’edificio. Il muro dell’ex ambasciata, trasformata in un museo noto come ‘Tana delle Spie’, appare danneggiato nelle immagini.

    07:42

    Sirene antimissili a Tel Aviv e nel centro d’Israele

    Le sirene sono suonate a Tel Aviv e nel centro d’Israele per la seconda volta nel giro di pochi minuti, a causa di missili lanciati dall’Iran. Si sono sentite forti deflagrazioni a Tel Aviv. Lo constata l’ANSA sul posto.

    07:34

    Wsj, Emirati pronti a scendere in campo per forzare Hormuz

    Gli Emirati Arabi Uniti si stanno preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz, hanno affermato funzionari arabi, una mossa che li renderebbe il primo Paese del Golfo Persico a diventare parte combattente, dopo essere stato colpito dagli attacchi iraniani. Lo scrive il Wall Street Journal. Gli Emirati Arabi Uniti, riporta la testata Usa, stanno esercitando pressioni sul Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché adotti una risoluzione che autorizzi tale azione, hanno aggiunto i funzionari.  Lo stato del Golfo, scrive ancora il Wall Street Journal, ha avviato un’iniziativa per persuadere gli Stati Uniti e altri Paesi ad aprire la via navigabile con ogni mezzo necessario. In particolare, i diplomatici emiratini avrebbero esortato gli Usa e le potenze militari in Europa e Asia a formare una coalizione per aprire lo stretto con la forza, hanno affermato i funzionari. Un funzionario degli Emirati Arabi Uniti ha osservato che il regime iraniano ritiene di combattere per la propria sopravvivenza ed è disposto a trascinare con sé l’economia globale nella morsa dello Stretto.

    06:45

    Israele, intercettato un missile lanciato dallo Yemen

    L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di intercettato un missile lanciato dallo Yemen, da dove i ribelli Houthi filoiraniani, hanno recentemente lanciato attacchi contro lo Stato ebraico. “L’esercito ha rilevato un missile lanciato dallo Yemen verso il territorio israeliano”, si leggeva in un comunicato pubblicato su Telegram prima che con un secondo messaggio venisse revocata l’allerta “in tutte le aree del Paese” pochi minuti dopo. Secondo i media locali, il proiettile è stato intercettato e non si sono registrati feriti. 

    09:47

    Casa Bianca, Trump terrà stasera un discorso sull’Iran

      Il presidente americano Donald Trump terrà un discorso sull’Iran questa sera alle 21 ora locale, le 3 della mattina di giovedì in Italia. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca in un post sui social media.  

    00:18

    Usa, prime missioni dei bombardieri B-52 sull’Iran

    Gli Stati Uniti hanno iniziato a far volare bombardieri B-52 sopra l’Iran. Lo ha riferito il capo dello stato maggiore congiunto Usa Dan Caine in un briefing pubblico al Pentagono, come riporta il Guardian. “Negli ultimi 30 giorni abbiamo colpito oltre 11.000 obiettivi. Con una crescente superiorità aerea, abbiamo anche lanciato le prime missioni dei B-52 su terraferma”, ha detto Caine.

    00:08

    VIDEO – Trump, ‘la guerra in Iran finirà in 2-3 settimane’

    Donald Trump ha detto di ritenere che l’operazione militare in Iran finirà “in 2-3 settimane”. “Finiremo il lavoro”, ha detto il presidente che dal 28 febbraio ha spostato più volte la data del conflitto.  “Quando lascerò l’Iran i prezzi della benzina calerano. Lo farò molto presto”. “La benzina sale ma l’Iran non ha l’arma nucleare”, ha aggiunto.    Donald Trump ha ribadito che l'”Iran vuole l’accordo


     più di quanto lo vogliano gli Stati Uniti”.
     

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